Il profilo professionale dell’Assistente Infermiere è stato presentato come innovativo, ma in realtà risulta più una riedizione del vecchio ruolo dell’“Infermiere Generico”, con formazione ridotta, mansioni intermedie e responsabilità subordinate.

In un contesto in cui la sanità italiana reclama competenze alte, autonomia e professionalizzazione, proporre una figura che occupa una via di mezzo rischia di diventare un rimedio temporaneo anziché un vero progresso.

Le competenze richieste sono inferiori a quelle dell’infermiere laureato, la distinzione di ruolo è sfumata, e vi è la seria ipotesi che venga utilizzata per supplire alla carenza cronica di infermieri invece di investire nella formazione e assunzione di professionisti adeguatamente preparati.

In sostanza: un passo indietro travestito da aggiornamento, che può abbassare la qualità dell’assistenza e confondere il valore reale delle professioni sanitarie