È partito dal cosmodromo di Bajkonur il satellite della missione russa Bion-M2, erede di un programma di ricerca che affonda le radici nel 1973 con la storica missione Bion-1. Obiettivo: indagare gli effetti della microgravità e delle radiazioni spaziali sugli organismi viventi, dalle cellule agli animali, fino ai semi di piante.

Il cuore della missione è la valutazione dei livelli di radiazione che, in futuro, dovranno affrontare i cosmonauti della Russian Orbital Station (ROS), il cui primo modulo è atteso in orbita nel 2027. A differenza della ISS, la ROS seguirà un’orbita inclinata di circa 98° a un’altitudine di 400 km, in una regione caratterizzata da condizioni più dure per la vita e la tecnologia.

Il satellite, derivato dalle storiche capsule Vostok che portarono Gagarin nello spazio, rientrerà il 19 settembre nella steppa di Orenburg, al confine con l’Asia.

Nei 30 giorni di missione, operativa a circa 380 km di quota, la capsula ospita un autentico mini-zoo orbitante:

  • 75 topi da laboratorio, suddivisi in 25 contenitori a gruppi di tre, allevati fin dalla nascita per adattarsi agli spazi angusti e al cibo in orbita. Molti portano sensori sottocutanei per registrare temperatura e battito cardiaco; alcuni sono stati geneticamente modificati per lo studio degli effetti delle radiazioni.
  • 1.500 moscerini della frutta (Drosophila melanogaster), che dovranno riprodursi in orbita: i loro discendenti saranno analizzati sul segmento russo della ISS per valutare la capacità riproduttiva in condizioni spaziali.
  • Semi di 20 specie di piante, tra cui peonie, papaveri, tulipani, peperoni, pomodori, grano, insalata e mele: ne sarà osservata la germinazione e la capacità, al ritorno, di produrre nuovi semi.
  • Formiche, funghi, alghe, microrganismi e cellule staminali sia animali che umane, per un’analisi che spazia dalla biologia cellulare fino all’ecologia in condizioni estreme.
  • 16 provette con materiale analogo al suolo lunare, destinate a esperimenti di esobiologia e a simulare interazioni tra organismi e ambienti extraterrestri.
    Scienza ad alta dose di radiazioni.

Il lancio è avvenuto alle 19:13 (ora italiana) a bordo di un razzo Soyuz-2.1b, che ha inizialmente inserito la capsula in un’orbita ellittica (91 x 374 km, inclinazione 96,9°) poi stabilizzata intorno ai 380 km.

La missione è coordinata dall’Istituto per i problemi biomedici di Mosca (parte dell’Accademia Russa delle Scienze), che seguirà gli esperimenti tramite video e telemetria. Oltre ai dati biologici e molecolari, i ricercatori osserveranno anche i comportamenti degli animali, un aspetto cruciale per comprendere come la vita reagisce in un ambiente tanto ostile.

Bion-M2 rappresenta un passo fondamentale per la medicina spaziale e la biologia delle radiazioni. Le informazioni raccolte aiuteranno a prevedere i rischi per gli astronauti nelle future missioni a bordo della ROS e, più in là, nei viaggi interplanetari verso la Luna e Marte.