Il segretario generale della NATO Mark Rutte, rivolgendosi agli europarlamentari, ha espresso dei fatti piuttosto sgradevoli da digerire per gli esponenti della UE e più in generale per gli europeisti ortodossi. Ha infatti cercato di scrollare loro di dosso l’illusione di essere o di poter diventare in breve tempo una grande potenza. E di avere la capacità di difendersi da sola anche grazie a una forte deterrenza contro Russia e Cina. Secondo Rutte, sul piano militare l’Europa ha un bisogno assoluto degli Stati Uniti, e credere il contrario significa che stiamo dormendo, anzi sognando.
Peraltro ribadisce che da parte americana c’è lealtà e impegno verso la NATO. Poi pensate, dice, a quanto dovreste spendere senza l’ombrello protettivo statunitense: almeno il 10% del PIL e chissà quanto tempo prima di acquisire quel potenziale nucleare che oggi hanno soltanto la Francia e la Gran Bretagna, e pure con parecchie limitazioni di carattere dottrinale e tecnico-logistico.
Le reazioni negative e quasi sdegnate di alcuni esponenti politici sono arrivate immediatamente. Certo, il tempismo scelto da Rutte per dire che Washington è fedele e rispettosa degli alleati europei non è esattamente corretto, se si pensa alle minacce agitate dagli USA contro la Danimarca a proposito della Groenlandia. E infatti l’europarlamentare francese Nathalie Loiseau lo accusa di avere come priorità il “compiacere Trump” e bolla le sue dichiarazione come una “provocazione inutile”.
Il ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot gli rammenta di essere meno “deferente” verso Trump, mentre Garvan Walsh del Martens Centre, think thank del Partito Popolare Europeo, gli chiede di esprimersi in modo più adatto, perché dire che metà della NATO è inutile permette a Trump di prendersi altro con la forza dagli alleati. Camille Grand, ex assistente per gli investimenti della NATO, fa notare come gli europei stiamo aumentando molto il bilancio per la difesa e si stiano prendendo le loro responsabilità, quindi vanno incoraggiati e non biasimati.


