"I civili non possono essere bersagli. Mai. Le immagini da Gaza sono insopportabili.
L'Unione Europea ribadisce il suo appello per un flusso umanitario libero, sicuro e rapido.
E per il pieno rispetto del diritto internazionale e umanitario.
I civili a Gaza hanno sofferto troppo, e per troppo tempo. Deve finire ora.
Israele deve mantenere le sue promesse".
Questa è stata la roboante dichiarazione odierna della presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, contro il genocidio in corso a Gaza... da quasi due anni!
È la stessa disgraziata (un gentile eufemismo per evitare appellativi molto più adatti, ma passibili di querela) che ha denunciato fin da subito come crimine inenarrabile il massacro di meno di 300 ucraini a Buča, mentre non ha proferito sillaba contro lo Stato canaglia di Israele che dall'ottobre 2023, utilizzando come armi bombe e fame, ha finora massacrato quasi 70mila palestinesi solo a Gaza (altre migliaia in Cisgiordania), ferendone oltre 140mila.
Adesso che qualche "sospiro" di indignazione si sta sollevando da alcune voci della comunità internazionale, allora von der Leyen non ha potuto fare a meno di evacuare la dichiarazione sopra riportata... oltretutto a commento di una precedente rilasciata dalla sua sottoposta, non meno disgraziata di lei, la "ministra degli Esteri" Ue, Kaja Kallas:
"L'uccisione di civili in cerca di aiuti a Gaza è indifendibile.
Ho parlato nuovamente con Gideon Sa'ar per ribadire il nostro accordo sul flusso degli aiuti e ho chiarito che l’IDF deve smettere di uccidere persone nei punti di distribuzione.
Tutte le opzioni restano sul tavolo se Israele non manterrà le sue promesse".
Che cosa dovrebbero... anzi, avrebbero dovuto dire le due "disgraziate"? Annunciare sanzioni durissime nei confronti dello Stato canaglia di Israele. Non solo. Avrebbero poi dovuto aggiungere che se gli Stati membri non avessero approvato tali sanzioni, loro si sarebbero dimesse subito dopo. È ciò che chiunque dotato di coscienza e senso di umanità farebbe, occupando un incarico politico.
Invece...
La migliore risposta alla "disgraziata" Kallas (e indirettamente anche alla disgraziata von der Leyen) l'ha data Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati:
"È troppo tardi, signora Kallas.
Solo le sanzioni possono fermare Israele.
La sospensione dell'accordo UE con Israele è indispensabile.
Qualsiasi misura inferiore sarebbe solo una messinscena, dalla quale milioni di europei in lutto per il genocidio a Gaza preferirebbero essere risparmiati".
Inciso. Albanese ha poi commentato così il premio accettato oggi alla Camera dal camerata Matteo Salvini:
"Negli anni in cui l'economia della Germania nazista cresceva grazie al RIARMO 1933-1939 ("così si sta tutti più protetti e sicuri") e PERSEGUITAVA le comunità ebraiche ("le tormentava soltanto però, mica voleva ammazzarle tutte!" avranno lagnato i mentecatti dell'epoca) il governo italiano preparava e firmava le leggi RAZZIALI. Fa male constatare quanto poco impariamo dalla storia, noi Europei. E quanto sia impossibile non vedere nei diseredati di oggi (abbandonati dai potenti, intrappolati, affamati, umiliati, ridotti a ombre e brandelli nel corpo e nell'anima), i diseredati di ieri".
E dato che nessuno si sogna di sanzionare Israele, lo Stato ebraico continua a commettere crimini. Oltre alla distruzione dei beni dei palestinesi, al loro assassinio e alla loro deportazione, gli israeliani stanno anche progettando l'annessione della Cisgiordania e (per il momento) il reinsediamento a Gaza.
Per quanto riguarda l'annessione, domani sarà votata alla Knesset una risoluzione "simbolica" in tal senso (come primo passo), mentre per il reinsediamento a Gaza vi sono le dichiarazioni odierne del ministro delle Finanze Smotrich.
Questi sono criminali - oltre un centinaio i palestinesi uccisi a Gaza anche oggi - e se nessuno fa niente per fermarli... perché dovrebbero smettere?


