Salute

Italia, un Paese sempre più longevo: tra sfide sanitarie, sostenibilità economica e urgenza d’innovazione

L'Italia è uno dei Paesi più longevi al mondo, seconda solo al Giappone. Ma se questo traguardo demografico rappresenta un successo, porta con sé anche problemi strutturali urgenti. L'invecchiamento della popolazione, il calo demografico e la sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) sono nodi che non si possono più rimandare.

“L'invecchiamento della popolazione e la sostenibilità del Sistema Sanitario Nazionale sono strettamente legati”, ha dichiarato Marcello Gemmato, sottosegretario alla Salute, durante l'evento “FUTURE – Economia, Longevità e Salute” organizzato da Pfizer a Roma. Un'affermazione che riassume il cuore del problema: vivere più a lungo è inutile se il sistema non regge.

La prevenzione è indicata come uno dei pilastri fondamentali. Il ministro Orazio Schillaci ha già annunciato l'intenzione di aumentare dal 5% al 7% gli investimenti in prevenzione. Lo scopo? Ampliare l'accesso agli screening, soprattutto per le fasce più a rischio, e garantire un accesso rapido ed equo ai farmaci innovativi.

Barbara Capaccetti, Vicepresidente e Country Medical Director di Pfizer, ha ribadito la centralità della ricerca. Circa il 40% degli investimenti di Pfizer è oggi destinato all'oncologia. Un dato che riflette una consapevolezza precisa: i farmaci innovativi possono cambiare radicalmente le aspettative di vita, come già successo per molte forme di cancro prima letali. “Guadagnare anni è importante – ha detto Capaccetti – ma è fondamentale trascorrerli in salute.”

Secondo Daniela Bianco (TEHA Group), ignorare la vaccinazione degli adulti è miope. Una popolazione anziana non immunizzata è più vulnerabile e, di conseguenza, più costosa in termini sanitari. Proteggere gli anziani attivi significa anche tutelare la produttività nazionale. È un problema economico, non solo sanitario.

I numeri parlano chiaro: al 1° gennaio 2025 l'età media in Italia sarà di 46,8 anni, con 14,5 milioni di over 65 (24,7% della popolazione). Entro il 2050, un terzo degli italiani sarà over 65 e il rapporto tra popolazione attiva e non attiva crollerà da 3:2 a 1:1. Questo squilibrio ha conseguenze pesanti: meno forza lavoro, più pensionati, più spesa sanitaria. Secondo il Rapporto Meridiano Sanità, gli over 65, pur rappresentando un quarto della popolazione, assorbono già il 60% della spesa sanitaria.

Serve rafforzare il SSN, e per farlo bisogna investire seriamente in innovazione e prevenzione. Lucia Albano, sottosegretaria al MEF, è chiara: “L'invecchiamento non è solo un tema sanitario, ma una questione economica strutturale”. L'Italia rischia di soffocare sotto il peso delle proprie contraddizioni se non inizia a vedere la salute come leva di sviluppo economico.

Non bastano i farmaci. Servono politiche attive per la promozione di stili di vita sani: dieta equilibrata, attività fisica, screening, vaccinazioni. Marcello Gemmato lo ha ribadito: “Prevenzione e innovazione sono le chiavi per rendere il sistema più sostenibile e accessibile.”

Il settore delle Life Sciences non è solo importante: è vitale. Lo ha ricordato Özgür Yaziyurt, presidente di Pfizer Italia, sottolineando come questo comparto rappresenti un punto di forza per l'economia della conoscenza. Tuttavia, l'Italia è ancora poco attrattiva per gli investimenti: troppa burocrazia, politiche fiscali poco favorevoli. Serve un cambio di rotta netto.

L'Italia ha davanti a sé una sfida epocale. Non si tratta solo di “vivere di più”, ma di vivere meglio e sostenere chi invecchia senza far collassare il sistema. Per farlo, servono scelte politiche coraggiose, investimenti mirati e una visione a lungo termine. Continuare a rinviare il problema, come fatto finora, non è più un'opzione. La demografia non aspetta nessuno.

Autore Vincenzo Petrosino
Categoria Salute
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