Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha annunciato l'ampliamento delle operazioni militari alla periferia e all'interno della città di Gaza. Secondo quanto da lui dichiarato, circa "100.000 persone hanno lasciato la città".
Netanyahu ha affermato che le forze israeliane stanno cercando di distruggere infrastrutture "terroristiche" e demolire torri considerate "nuclei terroristici". Inoltre, ha detto che Israele ha istituito una "zona umanitaria" per consentire ai civili di mettersi in salvo e ricevere assistenza.
Il premier ha accusato Hamas di ostacolare la fuga dei civili: "Loro vogliono che rimangano lì come scudi umani e non si fermano davanti a nulla", ha detto, sottolineando che Israele intende concentrare le operazioni sui combattenti e garantire la sicurezza dei civili.
Nonostante le crescenti critiche internazionali, Netanyahu ha dichiarato di essere consapevole del "prezzo diplomatico e mediatico" che Israele sta pagando. Riguardo alla possibile occupazione di Gaza, le stime militari indicano che potrebbe durare fino a un anno. Tuttavia, Netanyahu ha insistito sulla necessità di "creare nuovi meccanismi per porre fine alla guerra il più rapidamente possibile" e ha ribadito gli obiettivi di Israele: "Sradicare Hamas, liberare tutti gli ostaggi e assicurarsi che Gaza non costituisca più una minaccia". Pur riconoscendo il calo del sostegno internazionale verso Israele, il premier ha affermato di scegliere "la vittoria".
Dopo le indecenti menzogne del criminale che "governa" lo Stato canaglia di Israele, il bilancio delle vittime civili a Gaza, che continua a salire.
Secondo il ministero della Salute della Striscia, nelle ultime 24 ore sono stati registrati 87 morti, tra cui 4 recuperati dalle macerie, e 409 nuovi feriti. Dal 7 ottobre 2023, le vittime del genocidio ammontano a 64.368 morti e 162.776 feriti. Dal 18 marzo 2025 a oggi, i morti sono 11.911 e i feriti 50.735.
Le autorità sanitarie sottolineano che molti restano intrappolati sotto le macerie o sulle strade, senza che le squadre di soccorso possano raggiungerli. Tra le vittime della distribuzione di aiuti, nelle ultime 24 ore sono arrivati in ospedale 31 morti e 132 feriti, portando il totale a 2.416 morti e oltre 17.709 feriti.
Inoltre, negli ultimi giorni i ricoveri hanno registrato cinque nuovi decessi causati da fame e malnutrizione, tra cui tre bambini, portando il totale delle morti legate alla carestia a 387, di cui 138 bambini. Dall'annuncio dell'IPC sulla carestia, sono stati registrati 109 decessi, tra cui 23 minori.
La situazione umanitaria a Gaza rimane critica, con centinaia di migliaia di civili intrappolati tra conflitto armato, carenza di cibo e difficoltà nell'accesso ai soccorsi.


