Cultura e Spettacolo

Una luce non piena ma necessaria

Il titolo già suggerisce una mancanza, qualcosa che non è completo ma esiste proprio per questo. Un quarto di luna racconta un equilibrio fragile ma sincero. Questa intervista prova a restare dentro quella dimensione, senza forzarla.

 

 

Il titolo “Un quarto di luna” ha qualcosa di incompleto, di non pieno. È una metafora precisa o è arrivato di istinto?

È un istantanea, una fotografia ,ero salito dalla scala esterna di casa, su al borgo, era metà luglio e il cielo mi cadeva addosso, la canzone stava prendendo forma e mi girai di colpo perché pensavo di aver lasciato acceso una luce nel giardino, in realtà pur essendo un quarto la sua forza arrivava decisa e mi ha folgorato...è stata la cosa che mi ha guidato 

Nel brano si sente una ricerca di serenità, quasi un invito all’accettazione. È un messaggio che nasce da una difficoltà vissuta?

Ogni mio brano ha una forte connotazione con la realtà, è imprescindibile: nella mia vita ho vissuto come tutti alti e bassi ma ho incontrato anche il male oscuro...e ti segna!!!La depressione è un handicap anche se in gran parte ne puoi uscire e poi la morte di mia madre...la persona più importante e fondamentale della mia esistenza. L accettazione, la rielaborazione di certe cose devono essere un obbiettivo e un esercizio di disciplina dovuto, a te e ai tuoi cari, quelli più vicini....ci si rimette al mondo insomma e un quarto di luna è un corto che fa da manifesto ad una bucolica e densa rinascita

C’è un momento nel pezzo che senti più tuo di altri, uno che ogni volta ti riporta esattamente lì dove è nato? 

È il pezzo dove dico..facciam passare la Madonna...quella santa del paese...era una processione e per conseguenza mi è venuta in mente mia madre...una santa laica e senza chiesa che ha fatto grandi miracoli compreso sopportare me oltre ad una vita di sacrificio 

Guardando avanti, cosa ti immagini per la tua musica? Più sperimentazione o ritorno a radici già esplorate? 

Le radici riaffiorano o sprofondano più forti....ce sempre un pezzo in più e anche qualcosa di nascosto che riaffiora...credo che la mia musica cerchi di rigenerarsi nella consapevolezza e nella maturità...e li per sé diventa una sperimentazione, è una battaglia rivedersi con altre luci, altre trame.....non mi pongo ulteriori riflessioni, vengo dal blues e la spinta è sempre l istinto, il sangue, la carne...prima che l'anima che se vogliamo semplicemente interpreta e filtra quello che sei.

https://open.spotify.com/artist/06Z6ImChf8syGBL6J6TzfY

Autore edoardo79
Categoria Cultura e Spettacolo
ha ricevuto 43 voti
Commenta Inserisci Notizia