Farmaci anti-obesità come Ozempic: la perdita di peso continua anche con interruzioni del trattamento
Un’interruzione temporanea della terapia con farmaci anti-obesità a base di semaglutide, come l’Ozempic, non compromette necessariamente i risultati in termini di perdita di peso. È quanto emerge da uno studio recente presentato al congresso annuale dell’Endocrine Society, tenutosi a San Francisco.
L’Ozempic, utilizzato inizialmente per il trattamento del diabete di tipo 2, è diventato negli ultimi anni anche un alleato nella lotta all’obesità, nella sua formulazione ad alto dosaggio commercializzata con il nome Wegovy. Il principio attivo, la semaglutide, è un analogo sintetico del GLP-1, un ormone che stimola l’insulina, riduce la secrezione di glucagone e invia segnali di sazietà al cervello, contribuendo così a ridurre l’appetito e a controllare la glicemia.
Il farmaco si somministra tramite iniezione settimanale e, sebbene l’assunzione regolare sia raccomandata per ottenere i massimi benefici, lo studio ha evidenziato che una pausa forzata non annulla i progressi ottenuti.
L’analisi è stata condotta dalla Calibrate, un’azienda con sede a New York che fornisce supporto medico e digitale a pazienti obesi o in sovrappeso. Lo studio ha preso in esame i dati di oltre 6.000 pazienti statunitensi seguiti tra il 2021 e il 2024. Quasi tutti i partecipanti soffrivano di obesità e seguivano un programma strutturato che univa l’uso di farmaci con coaching personalizzato e consigli periodici su alimentazione e stile di vita tramite un’app.
Nonostante l’accesso ai farmaci su base settimanale fosse previsto dal programma, il 73% dei partecipanti ha avuto almeno un’interruzione di almeno 13 settimane nell’arco dell’anno. Tuttavia, anche questi pazienti hanno registrato una perdita di peso media del 14%, contro il 17% di coloro che hanno assunto il farmaco in modo continuativo per tutto l’anno.
Gli autori sottolineano che alcuni elementi potrebbero aver influenzato i risultati. Ad esempio, molti pazienti ricevevano anche metformina, un altro antidiabetico che ha un lieve effetto dimagrante. Inoltre, il supporto psicologico fornito durante il programma – coaching, app e monitoraggio continuo – potrebbe aver giocato un ruolo importante nel mantenere l’aderenza agli obiettivi e nel sostenere la motivazione.
Nonostante questi limiti, i dati offrono un messaggio rassicurante per chi si trova a interrompere temporaneamente la terapia, per motivi economici, effetti collaterali come la nausea, o difficoltà nell’accesso ai farmaci. La perdita di peso non viene vanificata da brevi pause.
Tuttavia, resta aperto il dibattito su come gestire in modo ottimale la frequenza e la durata del trattamento, e soprattutto su cosa accade quando si interrompe in modo definitivo. Il tema è ancora oggetto di studio e sarà centrale nei prossimi anni, vista la crescente diffusione di questi farmaci e i costi elevati legati al loro uso continuativo.
In sintesi: anche se la somministrazione regolare resta la strategia preferibile, lo studio dimostra che la perdita di peso è possibile anche con interruzioni temporanee, offrendo un po’ di respiro a chi non riesce a mantenere una continuità terapeutica perfetta.