Trump promette garanzie di sicurezza a Kiev, ma la pace resta lontana
Il presidente statunitense Donald Trump ha promesso al suo omologo ucraino Volodymyr Zelensky garanzie di sicurezza da parte degli Stati Uniti come parte di un possibile accordo per porre fine alla guerra con la Russia. L'annuncio è arrivato lunedì durante un vertice straordinario alla Casa Bianca, al quale hanno partecipato anche diversi leader europei, pochi giorni dopo l'incontro di Trump in Alaska con Vladimir Putin.
"Quando si parla di sicurezza, ci sarà molto aiuto," ha dichiarato Trump ai giornalisti, aggiungendo che l'Europa avrà un ruolo diretto, essendo la prima linea di difesa. Zelensky ha accolto l'impegno come "un passo avanti decisivo", spiegando che le garanzie dovrebbero essere formalizzate entro una decina di giorni. Kiev, nel frattempo, ha offerto di acquistare armamenti statunitensi per circa 90 miliardi di dollari.
Il clima dell'incontro è apparso molto più disteso rispetto alla disastrosa riunione di febbraio nello Studio Ovale, quando Trump e il vicepresidente JD Vance avevano criticato pubblicamente il leader ucraino per la sua presunta mancanza di gratitudine. Questa volta Zelensky ha ripetuto più volte i suoi ringraziamenti, presentandosi in abiti civili invece che in divisa militare, un dettaglio che – secondo fonti mediatiche – avrebbe irritato Trump in passato.
Nonostante i toni concilianti, un accordo resta tutt'altro che imminente. Poche ore prima dell'incontro, il ministero degli Esteri russo ha escluso qualsiasi dispiegamento di truppe NATO in Ucraina come garanzia di pace, complicando la proposta di Trump.
Il presidente statunitense e Zelensky hanno comunque espresso la speranza che l'iniziativa porti a colloqui diretti con Putin. Trump ha persino annunciato sui social di aver parlato con il leader russo per organizzare un faccia a faccia con Zelensky, seguito da un vertice trilaterale. Secondo fonti europee, l'incontro potrebbe svolgersi in Ungheria entro due settimane, su impulso del cancelliere tedesco Friedrich Merz.
L'ultima volta che Mosca e Kiev si erano parlati direttamente risaliva a giugno in Turchia, quando Putin aveva rifiutato di incontrare Zelensky, inviando al suo posto una delegazione di basso livello.
I leader europei presenti a Washington hanno insistito su un cessate il fuoco come condizione preliminare a qualsiasi trattativa. Francia e Germania hanno ribadito che senza la sospensione delle ostilità non ci potrà essere alcun dialogo credibile con Mosca. Trump, invece, dopo l'incontro con Putin, ha cambiato posizione: se inizialmente sosteneva l'idea di un cessate il fuoco, ora si allinea alla linea del Cremlino, che preferisce negoziati complessivi mantenendo il conflitto attivo.
"Mi piacerebbe che smettessero di combattere," ha detto Trump. "Ma strategicamente potrebbe rappresentare uno svantaggio per una delle due parti."
Trump punta a chiudere rapidamente quella che ha definito la guerra più sanguinosa in Europa negli ultimi ottant'anni, ma a Kiev cresce la preoccupazione che voglia imporre una soluzione favorevole a Mosca. Durante il summit in Alaska, il presidente statunitense avrebbe infatti suggerito che l'Ucraina debba rinunciare alla Crimea e abbandonare le aspirazioni di entrare nella NATO.
Il segretario generale dell'Alleanza, Mark Rutte, ha confermato che l'adesione di Kiev non è sul tavolo, ma ha parlato di possibili garanzie di sicurezza di tipo "Articolo 5", ossia difesa collettiva, come alternativa. Zelensky, tuttavia, ha già respinto le condizioni avanzate da Putin, che includerebbero la cessione di parte della regione di Donetsk.
Ogni eventuale concessione territoriale dovrebbe passare da un referendum in Ucraina, un'opzione che il Cremlino spinge ma che a Kiev appare impraticabile, in una guerra che dura ormai da tre anni e mezzo e che ha causato oltre un milione di vittime tra morti e feriti, inclusi migliaia di civili ucraini, e ha devastato intere aree del Paese.
In un post sui social media pubblicato nella tarda serata di lunedì, Trump ha dichiarato di aver chiamato il leader russo e di aver iniziato a organizzare un incontro tra Putin e Zelensky, a cui seguirà un vertice trilaterale tra i tre presidenti. Secondo una fonte della delegazione europea, Trump ha detto ai leader europei che è stato Putin a suggerire tale scaletta.
Sebbene il Cremlino non abbia dato notizia di tale vertice, secondo indiscrezioni della comunità diplomatica occidentale, l'incontro Putin-Zelensky potrebbe svolgersi in Ungheria entro le prossime due settimane.
Nonostante la nuova apertura diplomatica, l'impressione è però che Mosca, Kiev e Washington restino ancora lontane da una vera intesa. Le prossime settimane diranno se l'annunciato vertice a tre potrà trasformarsi in un primo passo verso la fine del conflitto, o se resterà l'ennesimo tentativo fallito in una guerra che continua a logorare l'Ucraina e destabilizzare l'Europa.