Politica

Secondo Premier time: nessun On.le ricorda al Premier ed agli On.li che il vero problema è il debito e spetta a loro trovare i soldi per normalizzarlo (e se non lo normalizzano sono ingessati)

Alle h.16 del 14 maggio va in scena alla Camera il secondo Premier time (dopo quello al Senato). Richiesta di condanna dei bombardamenti a Gaza, sceneggiata per sollecitare la visibilità dei referendum, lo spread che scende-“titoli di Stato più sicuri di quelli tedeschi”, l’inventario (delle macumbe) dei problemi irrisolti soprattutto sanità con liste d’attesa infinite e senza medici ed infermieri-tagli tranne che sulle armi-il tutto che sale tranne stipendi e pensioni, gli impegni (rilancio dell’industria, il nucleare) e la constatazione che “c’è tanto lavoro da fare, siamo al lavoro per farlo”. Con quali soldi? Con altro debito giustificato dal superiore interesse nazionale?

Nessuno lo chiede ma è sottinteso perché indebitarsi rimane il modo usuale (si fa cassa senza creare apprensione nei contribuenti che, peraltro, storicamente risultano i più puntuali pagatori di interessi) per trovare i soldi che mancano (il gettito tributario è sempre inferiore alle previsioni sempre sovrastimate) per fare funzionare la macchina dello Stato (stipendi, servizi, investimenti). E, quindi, Istituzioni e Politici continuano ad indebitarsi senza preoccuparsi del debito (tanto lo Stato non può fallire!), si infognano sempre più perché si ritrovano con un debito che non riescono a ridurre stringendo i cordoni della borsa per limitare il deficit e richiederebbe interventi straordinari peraltro inutili (possono vendere il patrimonio di Stato - dei contribuenti o sparare una patrimoniale ma il debito è destinato a crescere perché non sono attrezzati per governarlo) ed inguaiano i contribuenti (i sempre più interessi si mangiano gran parte dell’avanzo primario o addirittura, se l’avanzo primario è inferiore agli interessi, si mangiano una quota delle tasse che i contribuenti versano per rendere più efficiente lo Stato e per finanziare interventi che migliorano la loro qualità-condizione di vita) perché il debito è una tassa differita (va restituito) con effetto incrementale dovuto agli interessi (che vanno puntualmente pagati per non incrementare la tassa del rating). Continuare a fare debito non è un affare – produce danni e le Istituzioni - i Politici della seconda Repubblica si giustificano ricorrendo al falso luogo comune che il problema debito ed il dissesto dei conti sono stati ereditati dalla prima Repubblica.

E’ uno scherzo che il Ministro dell’economia Giorgetti, obbligato a rientrare nei limiti di debito – deficit / Pil pattuiti con il nuovo Patto di stabilità, dichiari, il 17 aprile in audizione sul Dfp, l’indisponibilità ad indebitarsi?Per ora il Governo non utilizzerà la deroga al Patto di stabilità per le spese militari (riteniamo sia giusto aspettare il vertice Nato di giugno 2025 per capire quale è l'orientamento generale; poi significa fare delle scelte perché se si aumentano le spese militari non si aumentano altre spese come la spesa per la sanità o altro) e quel che è certo è che un altro piano Next Generation Eu è impossibile (anche per quel che riguarda le spese per la difesa)”. Cioè, eventuali deroghe alla “seria e responsabile politica di bilancio”, saranno possibili solo a fronte di giustificate spese imposte dalla Commissione europea e non ci saranno altri scostamenti di bilancio perché la prassi di trovare soldi con sempre più debito non è più praticabile (è in atto il rientro da Procedura di infrazione) ed il riassesto dei conti non è differibile. E’ la solita tiritera quella dell’Fmi che, con il Fiscal Monitor presentato durante il meeting annuale del 23 aprile 2025, spiega cosa devono fare le Istituzioni ed i Politici che si sono indebitati oltre misura? “I paesi dovranno innanzitutto mettere ordine nelle proprie finanze pubbliche. Ciò significa attuare politiche prudenti nell'ambito di quadri di bilancio solidi per rafforzare la fiducia dei cittadini e contribuire a ridurre l'incertezza. La politica di bilancio dovrebbe dare priorità alla riduzione del debito pubblico e alla creazione e all'ampliamento delle riserve per far fronte alle pressioni sulla spesa e agli shock economici. Qualsiasi nuova spesa dovrebbe essere compensata da tagli alla spesa in altri settori o da nuove entrate.

Servono piani di finanziamento credibili per eventuali aumenti permanenti della spesa per la difesa da accompagnare con un mix di aumenti fiscali e da tagli alla spesa calibrati in base allo spazio fiscale disponibile. Inoltre, l’Fmi chiede di allungare l’età per andare in pensione visto che «riforme pensionistiche, come il collegamento dell’età pensionabile all'aspettativa di vita, sono considerate essenziali per ridurre la spesa pubblica», ampliare la base imponibile eliminando la flat tax sui lavoratori autonomi, visto che viene ritenuta una misura inefficiente. Inoltre, l'Italia dovrebbe rimuovere le esenzioni fiscali e migliorare l'efficienza delle spese fiscali, seguendo l'esempio di paesi come Spagna, Regno Unito e Stati Uniti”. Una tiritera già superata dai Parlamentari che, licenziando il Dfp in data 24 aprile 2025, rispondono al Fmi impegnando il Governo a rispettare il percorso della spesa primaria netta (l’indicatore di riferimento del nuovo Patto di stabilità) ma chiedendo nuova spesa. Attenzione alla prevenzione sanitaria, soprattutto nella forma di vaccini e screening, «che sono da considerarsi prioritari per la resilienza sociale ed economici». Implementazione delle riforme e degli investimenti «degli enti locali in progetti di rigenerazione urbana, volti a ridurre situazioni di emarginazione e degrado sociale». Implementazione delle misure a sostegno delle politiche giovanili e della famiglia, «con particolare attenzione alle misure dirette a contrastare la crisi demografica, a sostenere la maternità e la paternità e a promuovere ed incentivare la conciliazione famiglia lavoro».

Istituzioni e Politici non si sono ancora accorti che, usando il “debito facile” (la tassa differita con effetto incrementale degli interessi) come un giocattolo, si sono infognati (inguaiando i contribuenti) e continuando ad indebitarsi (Dfp) si infogneranno sempre più (inguaiando sempre più i contribuenti)?

Tutti a guardare le sassate che la Schlein ed il “Giuseppi” Conte tirano ed a come il Premier Giorgia Meloni le scansa e le restituisce rinforzate. Nessuno ritiene utile ricordare alle Istituzioni ed ai Politici che se non trovano i soldi per ridurre il debito in valore assoluto, senza la furberia del debito comunitario (produce altri interessi e va restituito) o la proposta del “giubileo del debito” (avanzata dall’ex Presidente italiano del Parlamento europeo Sassoli e decisamente rifiutata), per correggere i numeri del Dfp (per creare margini di manovra) e disinguaiare i contribuenti (inguaiati 2 volte se tassati alla fonte perché la manina furtiva, prima si infila nella busta paga-pensione per prelevare le tasse e poi, si prende una quota di tasse per coprire gli errori di gestione delle tasse), sarà debito aggiuntivo e verrà alimentato il circuito perverso del sempre più debito che produce i soldi che servono subito ma inguaia sempre di più i contribuenti chiamati a pagare i sempre più interessi con più tasse e meno servizi?

Autore albefederico
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