L'obesità non è più soltanto un problema metabolico o cardiovascolare: è ormai un fattore di rischio oncologico a tutti gli effetti. A sostenerlo con dati concreti è uno studio statunitense presentato all’ENDO 2025, il congresso annuale della Endocrine Society tenutosi a San Francisco. I risultati sono chiari e allarmanti: negli ultimi vent’anni i decessi per tumori legati all’obesità sono aumentati in modo significativo, soprattutto tra le fasce più vulnerabili della popolazione.
Obesità e tumori: un legame concreto
La correlazione tra obesità e rischio di sviluppare alcune neoplasie era già nota. Ma finora non era stato quantificato in modo chiaro l'impatto dell’obesità sulla mortalità oncologica nel tempo. Lo studio ha analizzato 33.572 decessi negli Stati Uniti tra il 1999 e il 2020, rilevando che il tasso di mortalità per tumori associati all’obesità è triplicato: da 3,73 decessi per milione di persone nel 1999 a 13,52 per milione nel 2020. Solo nel triennio 2018–2020 si è registrata una crescita media annua del 19,4%: un dato che mette in ombra l’andamento di molte altre patologie croniche.
Secondo Faizan Ahmed, del Jersey Shore University Medical Center, «l’incremento della mortalità oncologica correlata all’obesità è più rapido e marcato di quanto osservato per altre malattie croniche nello stesso periodo». Una crescita che non può essere ignorata.
I tumori legati all’obesità
Secondo i CDC (Centers for Disease Control and Prevention), il 40% degli adulti statunitensi è obeso, e almeno 13 tipi di tumore sono chiaramente associati all’eccesso di peso. Questi tumori rappresentano circa il 40% delle diagnosi oncologiche annuali negli USA. Ecco l’elenco delle neoplasie più frequentemente collegate all’obesità:
Adenocarcinoma dell’esofago
Tumore della mammella (in postmenopausa)
Tumore del colon-retto
Tumore dell’utero
Tumore della colecisti
Tumore della parte superiore dello stomaco
Tumore renale
Tumore epatico
Tumore ovarico
Tumore del pancreas
Tumore della tiroide
Meningioma
Mieloma multiplo
Disuguaglianze sociali e sanitarie aggravano il quadro
Lo studio sottolinea che non è solo una questione di BMI: il peso delle disuguaglianze socioeconomiche e culturali è enorme. La mortalità è più elevata tra anziani, donne, afroamericani e residenti nelle zone rurali. Ahmed spiega che le donne, per esempio, potrebbero subire ritardi diagnostici dovuti alla sottovalutazione dei sintomi, mentre molte minoranze etniche incontrano ostacoli sistemici all’accesso agli screening e alle cure.
Serve un cambio di paradigma: dalla gestione alla prevenzione
I ricercatori sono netti: per contrastare l’impennata di mortalità oncologica legata all’obesità non bastano i trattamenti. Serve una strategia preventiva sistemica, fondata su:
- Accesso equo e capillare agli screening oncologici, indipendentemente da reddito o luogo di residenza
- Campagne pubbliche di educazione alla salute per promuovere la gestione del peso come strumento di prevenzione
- Integrazione della gestione del peso nella medicina di base, con incentivi specifici per i professionisti sanitari
- Modelli di cura comunitari pensati per raggiungere le popolazioni più svantaggiate
Ignorare il legame tra obesità e cancro è ormai irresponsabile. I numeri parlano chiaro: la crescente incidenza e mortalità dei tumori correlati all’obesità impongono una revisione delle strategie sanitarie, non solo negli Stati Uniti ma a livello globale. Serve un’azione collettiva: politica, sanitaria e culturale. Altrimenti, il prezzo continueranno a pagarlo i più deboli.


