Durante l'Assemblea generale delle Nazioni Unite, la premier Giorgia Meloni ha annunciato che la maggioranza presenterà in Parlamento una mozione sul riconoscimento della Palestina, vincolata a due condizioni: il rilascio degli ostaggi e l'esclusione di Hamas da qualsiasi dinamica di governo all'interno del territorio palestinese.
La mossa, a dir poco disperata, della presidente del Consiglio è conseguente al consenso delle piazze di tutta Italia alle manifestazioni pro Gaza che lunedì hanno bloccato l'Italia.
Nonostante l'annuncio, Meloni conferma di non ritenere ancora maturo il momento per un riconoscimento formale: "Io continuo a considerare che il riconoscimento della Palestina in assenza di uno Stato che abbia i requisiti della sovranità non risolve il problema e non produce risultati concreti per i palestinesi", ha poi spiegato in un breve punto stampa a New York.
La premier ha scelto di non partecipare alla Conferenza internazionale sui due Stati, a cui hanno preso parte circa una dozzina di Paesi tra cui Francia e Canada, annunciando il loro riconoscimento della Palestina.
Meloni ha chiarito che il riconoscimento potrebbe essere uno strumento di pressione politica, ma ha sottolineato che la priorità deve essere rivolta a Hamas, "perché è Hamas che ha iniziato questa guerra e che impedisce che finisca rifiutandosi di consegnare gli ostaggi". Una dichiarazione tra il ridicolo e l'assurdo.
"Io non sono contraria al riconoscimento della Palestina, ma dobbiamo stabilire le priorità giuste – ha concluso Meloni –. Spero che questa iniziativa possa trovare consenso anche tra le forze di opposizione e tra le persone di buon senso".
Una persona di buon senso e che appartiene alle opposizioni, la segretaria dem Elly Schlein, le ha replica così:
"Giorgia Meloni comincia a capire che sulla Palestina sta perdendo la faccia di fronte al mondo e alla nostra opinione pubblica. Ma non è il momento di giochi di prestigio e delle prese in giro.
Riconosce lo Stato di Palestina, come hanno fatto oltre 150 paesi e oggi anche Francia e San Marino, oppure non lo riconosce? Basta propaganda", afferma in una nota Schlein. "Riconoscere la Palestina significa riconoscere l'ANP, non certo i terroristi di Hamas che non possono essere il futuro di Gaza. O pensa che Francia, Spagna e Regno Unito abbiano fatto il contrario? Noi chiediamo il riconoscimento immediato della Palestina, come hanno fatto gli altri Paesi.
E continueremo a chiedere il cessate il fuoco, la liberazione incondizionata degli ostaggi che è stata sempre una nostra priorità, lo sblocco di tutti gli aiuti umanitari ai palestinesi, le sanzioni al governo israeliano e di interrompere gli accordi commerciali con Netanyahu. Insomma, Giorgia Meloni non dovrebbe far altro che votare le nostre mozioni che ha sempre bocciato. E assumere con urgenza tutte le altre decisioni che possano fermare Netanyahu e i suoi crimini a Gaza come in Cisgiordania. Se aspetta ancora rischiamo che non ci sia più nessuno da riconoscere".


