Scelte politiche: l'alibi perfetto
Cosa si può nascondere dietro a delle definizioni ormai lo sappiamo bene tutti per nostra esperienza diretta infatti chi dovrebbe rappresentare e difendere i nostri diritti e gli interessi generali si avvale della formula della “scelta politica” che dovrebbe indicare sia gli obiettivi da raggiungere che gli strumenti per farlo ma che in realtà cela un sistema predatorio che ha cannibalizzato progressivamente prima i patrimonio pubblico e, di conseguenza, il sistema economico e sociale lasciando un vuoto incolmabile che ha inevitabilmente minato il destino delle future generazioni.
Il “sacro principio” della scelta politica lo sbandierò senza vergogna in Parlamento Craxi prima di fuggire all’estero dove aveva trasferito illegalmente e prudentemente i capitali costituiti da denaro pubblico sottratto in vari modi alla collettività e mai recuperati. Durante quella vergognosa rappresentazione delle miserie umane che ammorbano la nostra classe politica, Craxi ebbe la sfacciataggine di denunciare sé stesso e tutti i suoi colleghi politici di avere sottratto indebitamente risorse pubbliche (così fan tutti) a suoi dire lo considerava un contributo per l’attività politica svolta a favore dei cittadini creando posti di lavoro. Infatti si è visto e ancora si vede come il sistema sanitario, l’impiego pubblico e, in parte, anche quello privato sono dei ricettacoli che accolgono i “loro raccomandati” che dovranno in cambio garantire loro i voti per accedere alle chiavi del forziere pubblico.
Fu attraverso tali scelte che venne instaurato un sistema corrotto che tutt’ora opera indisturbato e ha portato alla rovina milioni di cittadini condannandoli alla disoccupazione e alla povertà o a essere colpiti da malattie incurabili per gli interramenti di materiale altamente inquinante e scorie nucleari importati persino da alcuni stati europei come Francia e Germania.
La partitocrazia italiana ha illegittimamente svincolato il rapporto di mandato con l’elettorato e con tutti i cittadini ritenendolo una forma di libertà per garantire un buon servizio alla collettività quando in realtà è un grave tradimento alla fede pubblica infatti ottenuto il consenso provvedono all’attuazione di accordi conclusi a tavolino con i settori dominanti della società economico-militare che hanno la cinica pretesa di essere sin dall’origine insindacabili e, soprattutto, garantire l’impunità penale per le conseguenze spesso devastanti che ne derivano alla popolazione.
Le normative approvate dal Parlamento rappresentano l’aspetto più significativo di tali accordi perché incidono coattivamente sulla vita degli abitanti nel bene e nel male. Se da un lato la Costituzione è la garanzia che tutta l’attività politica-amministrativa-economica-militare deve rispettare i principi in essa contenuti, dall’altro sopravvivono leggi preesistenti che negano tali dettami, basta far riferimento al vecchio diritto di famiglia che fu modificato solo nel 1975 che giuridicamente relegava la donna ad essere sotto tutela permanente prima del padre, poi del marito e in mancanza dei fratelli perché incapace naturale; altro caso molto grave rappresenta la variante sulle regioni a statuo speciale con l’espediente dell’autonomia differenziata: con un termine si stravolge l’unità territoriale nazionale.
Con le leggi di bilancio - dove viene programmata la destinazione delle risorse pubbliche – si vede come le scelte politiche rispecchiano più le esigenze di particolari categorie di cittadini a discapito di altre considerate sacrificabili.
La povertà viene criminalizzata per giustificare favoritismi elargiti per ideologia da chi è stato portato al potere principalmente dal “voto di scambio” che tutt’ora rappresenta lo zoccolo duro della partitocrazia, non da meno è il potere ricattatorio economico che toglie dignità e libertà di scelta alle vittime: ormai in Italia tutto è condizionato da un sistema illegale e corrotto, o si china la testa o si viene isolati e cancellati.
In Italia si parla di “promesse elettorali” e non di “programma di governo”, normalmente quanto si dice è diverso da quello che viene realizzato; la giustificazione è ormai consolidata si imputa la responsabilità alla situazione disastrata lasciata insoluta dalle precedenti amministrazioni per poi continuare a fare gli stessi danni se non peggio.
Il sindaco di una città o di un paese ha il dovere di gestire l’amministrazione locale con senso di responsabilità e disinteressatamente facendo funzionare tutti i servizi e favorendo una vita sana e tranquilla della comunità invece fanno subentrare interessi particolari e forme di omissione e di sabotaggio che creano un clima invivibile a molti residenti; ormai è pacifico che sono principalmente le amministrazioni comunali ad aprire le porte ad investimenti pericolosi per l’ambiente e per l’economia, a favorire speculazioni edilizie e tollerando l’abusivismo danneggiano l’ambiente e deturpano il paesaggio.
Prendiamo ad esempio una città importante come New York. Mamdani è il nuovo sindaco di una metropoli cosmopolita e complessa che rappresenta il cuore culturale degli Stati Uniti, è notorio che gli americani votano poco, questa volta l’affluenza è stata notevole, per quale motivo? Hanno trovato nel candidato democratico una risposta anche le fasce più disagiate infatti ha puntato su temi delicati come la regolamentazione e il contenimento del costo degli affitti, la tassazione dei più ricchi, la decriminalizzazione della povertà e l'accesso universale ai trasporti pubblici inoltre rappresenta una risposta alla politica aggressiva dell’attuale presidente Trump. Inoltre manifesta apertamente il suo pensiero sapendo che di questo dovrà rendere conto all’elettorato: sarà la coerenza a quanto scritto nel programma e quanto verrà realizzato concretamente a decidere la sua carriera politica e saranno gli elettori a farlo.
L‘era berlusconiana ha devastato il nostro Paese in maniera irreversibile, l’affermazione del liberismo ha permesso al capitalismo rampante di distruggere la rete economica e commerciale costituita dalle imprese artigianali e familiari praticando indisturbatamente e sistematicamente la concorrenza sleale ha occupato quasi l’intero mercato economico a discapito della qualità facendo decollare i prezzi dei beni necessari oltre ogni limite contribuendo a peggiore le condizioni di milioni di cittadini. L’era berlusconiana verrà ricordata come l’apertura di un processo di decadenza morale, economica, sociale e culturale facendo leva sulla mentalità “geneticamente” antidemocratica e razzista delle regioni del Nord che ha dato vita anche ad un secessionismo territoriale aggravando la divisione e il distacco tra il Centro Sud e il Nord.
Ogni regione ha una cultura e un modus vivendi tipico e ben radicato frutto delle dominazioni straniere subite nel corso dei secoli, lo dimostrano il persistere di alcuni dialetti che sono autentiche lingue che non hanno alcuna attinenza con l’italiano, queste caratteristiche ben radicate rappresentano un ulteriore motivo di divisione anche perché il settentrione non ha e non vuole avere nulla a che fare con il resto del territorio nazionale per puro spirito di convenienza con un buon apporto di razzismo.
Se diamo uno sguardo disincantato oltre i nostri patrii confini ci possiamo rendere conto che il principio delle scelte politiche è la causa prima delle guerre e distruzioni, della povertà diffusa, delle ingiustizie: è il fango nel quale affondano la verità e la giustizia, il diritto e la civiltà, la vita e la dignità di tutti gli esseri viventi.