Springsteen contro le retate anti-immigrazione di Trump con “Streets of Minneapolis”
Bruce Springsteen torna ad attaccare Donald Trump con un nuovo brano, “Streets of Minneapolis”, dedicato agli ultimi due martiri della città assassinati ad opera delle squadracce del presidente degli Stati Uniti. Il cantante parla apertamente di “stato di terrore” imposto a Minneapolis dalle retate aggressive dell'amministrazione Trump.
Le vittime sono Alex Pretti, infermiere di terapia intensiva di 37 anni, assassinato sabato scorso da agenti della U.S. Customs and Border Protection, e Renee Good, 37 anni, madre di tre figli, assassinata il 7 gennaio da un agente dell'ICE (Immigration and Customs Enforcement).
Springsteen ha scritto il brano lo stesso giorno della morte di Pretti e lo ha dedicato pubblicamente “alla gente di Minneapolis, ai nostri vicini immigrati innocenti e alla memoria di Alex Pretti e Renee Good”. Il messaggio è chiaro, senza ambiguità.
Nel testo, il rocker 76enne racconta una città sotto pressione, dove i cittadini seguono gli agenti federali, li filmano, li affrontano apertamente. Canta di resistenza civile, di “fumo e proiettili di gomma”, di cittadini che usano “fischietti e telefoni” contro quelle che definisce “le sporche bugie di Miller e Noem”. Il riferimento è diretto a Stephen Miller, consigliere per la sicurezza interna di Trump, e a Kristi Noem, segretaria alla Sicurezza Nazionale.
Il ritornello è uno slogan politico: “ICE out now!”.
Dopo l'uccisione di Pretti, Kristi Noem ha sostenuto che l'uomo avesse impugnato un'arma, mentre Stephen Miller lo ha definito un “assassino” che avrebbe tentato di uccidere agenti federali. Entrambe le versioni sono state smentite dai video girati dalle persone presenti sul posto.
La Casa Bianca ha reagito con una dichiarazione secca della portavoce Abigail Jackson, che ha liquidato la canzone come “opinioni irrilevanti e informazioni inaccurate”, ribadendo che l'amministrazione Trump è concentrata sulla rimozione di “criminali illegali pericolosi” e sulla collaborazione con le autorità locali.
Springsteen non è nuovo a questo tipo di prese di posizione. È stato un critico costante di Donald Trump durante entrambi i mandati presidenziali. La sua carriera è segnata da canzoni contro gli abusi di potere, il razzismo e la violenza istituzionale. Già nel 2001, con “American Skin (41 Shots)”, aveva denunciato la brutalità della polizia, dopo l'uccisione dell'immigrato Amadou Diallo a New York.
“Streets of Minneapolis” si chiude con un verso che suona come un atto d'accusa e una promessa:
“Ricorderemo i nomi di chi è morto nelle strade di Minneapolis”, accompagnato dalle voci dei manifestanti che scandiscono slogan di protesta.
Non è una canzone neutra. È una presa di posizione politica esplicita, dura, diretta. Springsteen non racconta una storia: prende una parte. E lo fa senza mezze misure.
Questa la traduzione del testo della canzone di Bruce Spreengsteen dal titolo "Streets Of Minneapolis":
Attraverso il ghiaccio e il gelo dell'inverno
Giù per Nicollet Avenue
Una città in fiamme combatteva fuoco e ghiaccio
Sotto gli stivali di un occupante
L'esercito privato di Re Trump dal DHS
Pistole legate ai cappotti
Vennero a Minneapolis per far rispettare la legge
O almeno così raccontano
Contro fumo e proiettili di gomma
Alla prima luce dell'alba
I cittadini restarono in piedi per la giustizia
Le loro voci risuonarono nella notte
E c'erano impronte insanguinate
Dove avrebbe dovuto esserci pietà
E due morti lasciati morire su strade innevate
Alex Pretti e Renee GoodOh nostra Minneapolis, sento la tua voce
Cantare attraverso la nebbia insanguinata
Prenderemo posizione per questa terra
E per lo straniero in mezzo a noi
Qui nella nostra casa hanno ucciso e vagato
Nell'inverno del '26
Ricorderemo i nomi di chi è morto
Sulle strade di MinneapolisI teppisti federali di Trump hanno picchiato
Il suo viso e il suo petto
Poi abbiamo sentito gli spari
E Alex Pretti giaceva nella neve, morto
La loro scusa era legittima difesa, signore
Non credete ai vostri occhi
Sono il nostro sangue e le nostre ossa
E questi fischietti e telefoni
Contro le sporche bugie di Miller e NoemOh nostra Minneapolis, sento la tua voce
Gridare attraverso la nebbia insanguinata
Ricorderemo i nomi di chi è morto
Sulle strade di MinneapolisOra dicono che sono qui per sostenere la legge
Ma calpestano i nostri diritti
Se la tua pelle è nera o marrone, amico mio
Puoi essere interrogato o deportato all'istanteNei cori di “ICE via ora”
Il cuore e l'anima della nostra città resistono
Attraverso vetri rotti e lacrime di sangue
Sulle strade di MinneapolisOh nostra Minneapolis, sento la tua voce
Cantare attraverso la nebbia insanguinata
Qui nella nostra casa hanno ucciso e vagato
Nell'inverno del '26
Prenderemo posizione per questa terra
E per lo straniero in mezzo a noi
Ricorderemo i nomi di chi è morto
Sulle strade di Minneapolis
Ricorderemo i nomi di chi è morto
Sulle strade di Minneapolis