L'Inter accelera, il Napoli frena ancora. La giornata di campionato segna un primo, vero scossone in vetta alla classifica: i nerazzurri vincono, gli azzurri inciampano per la terza volta consecutiva e il divario si allarga fino a sei punti. Un margine non definitivo, ma abbastanza ampio da parlare di primo allungo stagionale.

A San Siro l'Inter porta a casa una vittoria pesante contro il Lecce, al termine di una partita tutt'altro che brillante. Il primo tempo scorre a ritmo basso: i padroni di casa tengono il pallino del gioco, schiacciano i salentini nella loro metà campo, ma faticano tremendamente a creare occasioni pulite. Thuram e Bonny sono i più attivi, ma la manovra resta prevedibile e poco incisiva. L'episodio che potrebbe cambiare il match arriva al 24', quando l'arbitro assegna un rigore per un contatto su Bonny, salvo poi tornare sui propri passi dopo l'intervento del VAR.

La ripresa non cambia subito il copione. Barella ci prova di testa, Falcone risponde presente, e la sensazione è che l'Inter rischi di rimanere intrappolata in una partita sporca. Chivu allora alza il baricentro e si gioca la carta dei tre attaccanti. È la mossa decisiva: i cambi danno energia e soluzioni, e al 78' sono proprio due subentrati, Lautaro Martinez ed Esposito, a costruire l'azione che rompe l'equilibrio. Un gol che vale tre punti e, soprattutto, un messaggio chiaro al campionato.


Messaggio che il Napoli, contemporaneamente, non riesce a raccogliere. Al Maradona arriva il terzo pareggio di fila, questa volta contro un Parma ordinato, compatto e tutt'altro che intimidito. La squadra di Cuesta conferma la propria solidità lontano dal Tardini, dove non perde dalla fine di ottobre, e imposta una gara tutta attenzione e disciplina difensiva.

Il Napoli palleggia, gestisce il possesso, ma non punge. Le occasioni vere latitano, e Rinaldi, schierato titolare al posto di Corvi, vive una serata relativamente tranquilla. L'unico vero sussulto arriva a inizio partita, quando McTominay segna ma si vede annullare tutto per un fuorigioco millimetrico di Mazzocchi. Poco altro. Nemmeno il rientro di Neres, al 58', riesce a dare quella scossa offensiva che servirebbe per sbloccare il match.


Il risultato è una classifica che inizia a prendere forma: l'Inter davanti, il Napoli che rallenta e il Milan che, giovedì, avrà l'occasione di rientrare in corsa nella complicata trasferta di Como. Il campionato è ancora lungo, ma la sensazione è chiara: chi vuole restare agganciato alla vetta non può più permettersi passaggi a vuoto.