Il Milan non incanta, ma colpisce. A Cagliari arriva una vittoria per 1-0 sporca, essenziale, costruita più sulla solidità che sulla brillantezza. È il marchio di Max Allegri, che vede la sua squadra prendersi la vetta grazie al guizzo di un Rafa Leao a mezzo servizio ma ancora decisivo. Il portoghese, frenato da un fastidio all’adduttore, non accelera mai davvero, però al momento giusto trova il gesto che cambia la partita: controllo di destro, sinistro potente e Caprile battuto.
Il Cagliari aveva iniziato meglio, approfittando delle incertezze rossonere nei primi minuti e costringendo il Milan a un avvio in apnea. Poi i rossoneri hanno abbassato il ritmo, congelato il possesso e limitato i rischi, pur senza creare molto. Il primo tempo si chiude senza tiri nello specchio e con l’unico brivido di un contatto in area su Loftus-Cheek, annullato dal fuorigioco iniziale di Leao.
La ripresa cambia l’inerzia: Fofana trova la verticalizzazione giusta, Rabiot rifinisce e Leao firma il settimo gol stagionale. Da lì in avanti il Milan controlla, mentre il Cagliari non riesce più a rendersi pericoloso. Nel finale Pulisic e Modric sfiorano il raddoppio, ma basta così. È un 1-0 pesante, che dice molto: il Milan sa vincere anche quando non brilla. E spesso è questo che fa la differenza.


