Secondo la maggior parte degli architetti e degli ingegneri urbanisti si definisce qualsivoglia piazza quale uno spazio d’uso pubblico e di significante particolarità strutturale e urbanistica, centro di convergenza o baricentro d’un determinato territorio urbano. La piazza è di per sé il luogo prescelto per la rappresentazione della centralità riguardo la presenza delle pubbliche istituzioni, civili e religiose, sovente delimitate dai principali monumenti cittadini, in cui si incarnano le più significative memorie storiche e ogni privilegiata funzione pubblica. Siffatta esplicitazione non si addice a quella, che, inaugurata il 24 giugno in occasione dei festeggiamenti di San Giovanni Battista, patrono dell’omonimo quartiere, è stata descritta dal Sindaco Pippo Midili, da alcuni organi di stampa nonché da qualche pagina social come la nuova piazzetta di San Giovanni: infatti, ad un attento accertamento si nota come il luogo sia rimasto del tutto invariato, ossia una strada con ai lati dei parcheggi ed alcune attività commerciali.
Fra i residenti a segnalare la contraddizione è Antonio Orlando, il quale, in antitesi alla narrazione medesima del primo cittadino e riportata in qualche quotidiano locale, ha fornito l’enunciazione di spazio inclusivo: “A ben guardare si tratta di uno spazio non adiacente alla scuola elementare; ma scorporato dal medesimo plesso scolastico. – ha replicato Orlando – Sono titoli fantasiosi quelli, che vengono pronunciati, giacché in maniera impropria è indicata come nuova piazza San Giovanni, trattandosi ancora oggi di una strada lastricata da piastrelle, fatte impiantare dalla precedente Amministrazione Italiano.
Una piazza è definibile con ben altro e la sua funzione consiste nell’aggregare le persone secondo una precisa ed efficace funzione sociale. La cosa, che stona in molte pubblicazioni, è una comunicazione distorta, una manifestazione deviata e strumentale allo scopo di cercare un consenso elettorale in vista delle elezioni previste nel 2026
Nel quartiere San Giovanni la nuova piazza non c’è mai stata e non c’è neanche ora
Lo stesso Antonio Orlando inoltre ci tiene ad un ulteriore precisazione: “Avrei preferito che il nostro caro Sindaco avesse detto in maniera chiara, senza tanti giri di parole e mistificazione, di avere realizzato, all’interno di un’area della scuola primaria, apportando una modifica, un piccolo spazio inclusivo per i bambini. Bastava dire questo, anziché dare una spettacolarizzazione della minuscola opera circoscritta a quei 20 metri quadri di giochi e poi davanti ai fedeli di San Giovanni Battista, che si apprestavano a concludere la processione. Capisco che il Sindaco, legittimamente, abbia voluto iniziare la sua campagna elettorale da questo quartiere (magari lo prendo come buon auspicio); ma egli sa benissimo che il quartiere di S. Giovanni ha bisogno di ben altro, più importante di una semplice minuscola area giochi.

