A dicembre 2025 l'inflazione torna a salire. Secondo le stime preliminari, l'indice nazionale dei prezzi al consumo (NIC), al netto dei tabacchi, registra un aumento dello 0,2% rispetto a novembre e dell'1,2% su base annua, in lieve accelerazione rispetto al +1,1% del mese precedente. È lo stesso livello registrato lo scorso ottobre.
Nel complesso dell'anno, il 2025 si chiude con una crescita media dei prezzi al consumo pari all'1,5%, un dato nettamente superiore a quello del 2024, quando l'inflazione si era fermata all'1%. La dinamica resta quindi moderata, ma mostra segnali di rafforzamento, soprattutto nella parte finale dell'anno.
A trainare l'aumento di dicembre sono stati principalmente i prezzi dei Servizi relativi ai trasporti, che passano da un incremento annuo dello 0,9% al 2,6%, anche per effetto di fattori stagionali. In forte accelerazione anche i prezzi degli alimentari, sia non lavorati (+2,3% da +1,1%) sia lavorati (+2,6% da +2,1%). Questi rincari sono stati solo in parte compensati dal calo degli energetici regolamentati, che accentuano la flessione (da -3,2% a -5,3%), e dal rallentamento dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona.
Nel mese di dicembre accelera anche l'inflazione di fondo. L'indicatore al netto degli energetici e degli alimentari freschi sale all'1,8% dall'1,7% di novembre, mentre quello al netto dei soli beni energetici passa dall'1,7% all'1,9%. Su base annua si rafforza inoltre la crescita dei prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona, che salgono al 2,2%, così come quella dei prodotti ad alta frequenza d'acquisto.
L'aumento congiunturale dell'indice generale riflette soprattutto il rincaro dei servizi di trasporto (+3,1%) e degli alimentari non lavorati (+0,4%). A frenare la dinamica complessiva contribuiscono invece il calo dei prezzi degli energetici regolamentati (-0,6%) e quello dei servizi ricreativi e alla persona (-0,4%).
Anche l'indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) conferma il quadro: a dicembre cresce dello 0,2% su base mensile e dell'1,2% su base annua, in accelerazione rispetto a novembre. Nella media del 2025, l'IPCA segna un aumento dell'1,7%, contro l'1,1% del 2024.
Guardando all'intero anno, sull'andamento dell'inflazione ha pesato in modo significativo la forte crescita dei prezzi dei beni energetici regolamentati, saliti del 16,2% dopo il -0,2% del 2024, insieme all'aumento dei beni alimentari non lavorati (+3,4%). L'inflazione di fondo, invece, si stabilizza al 1,9%, leggermente al di sotto del dato dell'anno precedente.
Il quadro che emerge è quello di un'inflazione ancora sotto controllo, ma un controllo meno debole rispetto al 2024, con pressioni più evidenti sui beni essenziali e sui servizi legati alla mobilità.


