Ville e Residenze Monumentali Fiorentine del Ministero della Cultura con Associazione Spazio X Tempo organizzano Visitazione in assenza, le opere di Marco Bagnoli in dialogo con gli affreschi del Pontormo.

La mostra inaugura il 9 luglio con i saluti istituzionali di Federica Bergamini Direttrice Ville e Residenze monumentali fiorentine e di Alessandro Belisario Presidente dell’Associazione Spazio X Tempo e contempla gli interventi di:

Cristina Acidini Luchinat – Presidente dell’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze e Paolo Cova, vicedirettore VRM – FI e conservatore della Villa Medicea di Poggio a Caiano.

All’inaugurazione sarà presente Marco Bagnoli con una lettura dedicata che rivela le ragioni di una mostra e racconta di due artisti appartenenti alla stessa territorialità, uniti da un sentire e da un agire artistico che trascende il tempo, come anticipato in questo incipit di corrispondenza fra l’artista e Cristina Acidini:

 Cara Cristina,ti scrivo per confrontarmi con te prima di procedere tra tutti questi accadimenti intorno al Pontormo e a una mia possibile mostra in sua relazione. Come certo saprai al Poggio la Visitazione sta per partire e a breve non ci sarà più …Proprio questa mancanza mi ha fatto sorgere l’idea di creare una mostra dal titolo: Visitazione in assenza. Dove tutto per me rimane così come nelle nostre intenzioni e la Visitazione ancora ci fosse, ma la mia opera entra in relazione con una “mancanza”  e si mescola alla sorpresa di non trovare l’amico quando gli si fa visita. Quindi il mio Noli me Tangere che ha visitato la casa del Pontormo ora fa tappa “ in assenza” al Poggio e si inchina comunque al Vertumno e Pomona, dove  sul raggio di una Parabola celeste, si proietta nella futura Carmignano. Il legame forte fra Bagnoli e Pontormo è ben espresso anche nelle parole dello storico dell’arte Marco Bazzini:“Particolare intesa, Bagnoli nel corso della sua attività, ha instaurato con Jacopo Carucci, detto Pontormo, uno dei maestri del Manierismo, e non soltanto per un’affinità territoriale. Ad un primo sguardo i due, in tempi e modalità diverse, condividono una via di fuga dalla rigidità della prospettiva classica, oltre a un’inquietudine che va oltre la forma visibile. Bagnoli abita lo stesso spazio sospeso delle figure del Pontormo, fatto di creature leggere e quasi incorporee che popolano opere come la Visitazione di Carmignano. E proprio a questa Bagnoli si rivolge direttamente in questa occasione, evocando un incontro, non fisico come quello tra Elisabetta e Maria rappresentato nel quadro, nella distanza di uno spazio e di un tempo che si arrovescia nell’immagine. Laddove il Pontormo utilizzava colori acidi, cangianti e una spazialità alterata per dare voce a una crisi spirituale, Bagnoli interviene con le sue installazioni metafisiche, fatte di parabole, specchi e geometrie spirituali.”

Con soddisfazione Federica Bergamini e Paolo Cova hanno accolto e seguito la genesi del progetto, la Dirigente dell'Istituto del Ministero della Cultura dichiara: "Accogliere il lavoro di Marco Bagnoli in relazione con l'opera del Pontormo significa per noi riaffermare una vocazione che è propria dei luoghi che abbiamo in cura: essere spazi di visione, non semplici contenitori di memoria. La Visitazione, con la sua partenza dal Poggio e il futuro rientro a Carmignano, ci ha offerto l'occasione di ripensare l'assenza non come vuoto, ma come possibilità - uno spazio che l'arte contemporanea può abitare e interrogare. Il progetto di Bagnoli restituisce a questi luoghi una tensione viva, quella stessa inquietudine spirituale che animava il Pontormo, e la traduce in un linguaggio capace di parlare al presente. È questo, credo, il compito delle Ville Medicee: custodire senza cristallizzare, e continuare a generare significati nuovi a partire dalla propria storia."

Di Marco Bagnoli saranno in mostra le seguenti opere:

  • Two in one (variante), 1987 (2026)
    specchio parabolico, ceramica al terzo fuoco 180 Ø x 21 cm.

Uno specchio parabolico che deposto sotto le volte affrescate della Villa Medicea, in corrispondenza dell’affresco di Vertumno e Pomona di Pontormo, riconnette alle cromie e alle tematiche di Jacopo e si fa elemento risolutore di distanze ponendo l’osservatore in uno spazio sovratemporale. 

“La Parabola è uno strumento scientifico sul quale non ho operato nessun intervento. Non è facile bilanciare i pesi dell’oggetto, trovare il centro significa richiudere sempre la cassa e approssimarsi al centro, poi riaprire e vedere se è andato veramente al centro. Ogni volta si tratta di fare un’operazione di questo tipo, che coinvolge il movimento di una massa e la fragilità di un oggetto che di per sé è veramente quasi intoccabile. Fatto questo vi è la necessità di trovare l’inclinazione del contenitore rispetto al contenuto.” Marco Bagnoli, Arte, Religione, Scienza, in: Arte / Religione / Scienza, 2000, p. 68.

  • Danzatore in A8, 2026
    legno trattato, alabastro, dimensioni variabili.

Opera inedita che affonda nell’iconografica di Metrica e Mantrica e nella ricerca sul Danzatore di Harappa.

I profili delle sculture son infatti generati da intersezioni della Banda Rossa con la rotazione del torso del danzatore di Harappa (un’antica rappresentazione di Shiva Nataraja) conservato nel Museo Nazionale di Delhi.

La serie completa contempla 12 sculture lignee di altezza che varia sulla nota del metro e cinquanta. Le sculture sono realizzate in legno con finiture di resine e colori madreperlati.

 A far da connettore fra le sale e filo del percorso:

  • Banda Rossa 
    vetro cm.30 x 150 

La “banda rossa”, più propriamente identificata con il titolo Spazio x Tempo, appare per la prima volta nel primo numero del giornale / manifesto SPAZIO X TEMPO, 15 febbraio 1975: l’impaginazione e la dimensione sono conformi alle misure della sezione aurea. La banda rossa segno della presenza di  Bagnoli.

“Il passaggio che introduce al dominio dell’armonia è la banda rossa, che Bagnoli inserisce sempre in ogni esposizione ed è composta da cinque quadrati, sovrapposti in verticale. […] Questa banda è come una soglia, o l’indicazione di una porta: la “Porta stretta” della tradizione.” Fulvio Salvadori, Come Teurgia, in: cat. Marco Bagnoli. Oltre il passo / Beyond the Pass, 2002, p. 93.

Nella sala che ha ospitato la Visitazione 

  • Noli me tangere (modello), 1997
    alabastro, legno, plexiglas, rame, video proiezione, impianto sonoro e ombra - h. 205 x 90 cm. diametro.+ Prototipo da Metrica e Mantrica, legno trattato a mordente, 160 x 17 x 17 cm. 1983 .

 Opera originale del 1997, Noli me tangere è stata ripresentata nella personale Marco Bagnoli al Centre del Carme dell’IVAM di Valencia nel 2000, e in Pontormo e il suo seguito nelle terre di Empoli, Casa del Pontormo, Empoli 2013-2014

La figura si rifà esplicitamente a quella di una sorta di statua vivente in cima a una colonna, che appare nel Giuseppe in Egitto, 1518 circa, del Pontormo, attualmente conservata alla National Gallery di Londra. Il dipinto su tavola del Pontormo faceva parte dell’arredo della camera nuziale di Pierfrancesco Borgherini e Margherita Acciaiuoli, realizzato fra il 1515 al 1520 circa da vari artisti tra cui l’artista empolese Pontormo

  • Proiezione Video 
    racconto diafano - a sigillo della mostra - che suggerisce la conversazione in assenza fra la Visitazione del Pontormo e le opere del Maestro Bagnoli.

 Possiamo dire che la mostra appartiene a un percorso che Bagnoli ha effettuato negli anni fra le ville medicee quasi a formare un ricamo che garbatamente, ma tenacemente rivela un territorio le cui radici artistiche son ben note a tutti, ma la cui essenza risiede nell’anima di committenti e luoghi che può sfuggire a sguardi superficiali e a amanti del main stream e ne esalta i linguaggi (più o meno arcani) incarnando l’affermazione di Fulvio Salvadori:

 "È quello che Hegel chiamava «il carattere passato dell'arte».

Ma noi non crediamo che l'arte abbia un passato e una storia, perché essa in verità è da sempre nell'origine che è la sua materia prima. Il suo territorio". (da Scritti per Marco Bagnoli Maschietto Editore, 2005). 

“Favorire il legame con il territorio e alimentarne la vocazione artistico-culturale è parte integrante della mission dell’Associazione Spazio X Tempo”, come afferma infatti il suo presidente Alessandro Belisario.

 “Visitazione in Assenza” proseguirà fino a domenica 27 settembre 2026. 

La mostra segue gli orari di apertura, è inclusa nel biglietto della Villa e non necessita di prenotazione. Orari: da martedì a domenica ore 08:15 – 17:00 (ultimo ingresso ore 16:30).


 Biografia Marco Bagnoli

Marco Bagnoli, artista di formazione scientifica con una laurea in chimica, è una delle figure di maggiore rilievo nell'ambito dell'arte italiana contemporanea. Attivo dalla metà degli anni Settanta, ha sviluppato una ricerca che lo ha portato a partecipare a importanti rassegne internazionali, tra cui la Biennale di Venezia (1982, 1986, 1997), documenta a Kassel (1982, 1992) e Sonsbeek ad Arnhem (1986). Sue mostre personali sono state ospitate da istituzioni quali De Appel, Amsterdam (1980, 1984), Centre d'Art Contemporain, Ginevra (1985), Musée Saint-Pierre Art Contemporain, Lione (1987), Magasin – Centre National d'Art Contemporain, Grenoble (1991), Castello di Rivoli (1992), Centro per l'Arte Contemporanea Luigi Pecci, Prato (1995), IVAM – Centre del Carme, Valencia (2000), České Muzeum Výtvarných Umění, Praga (2009), Civico Planetario Ulrico Hoepli, Milano (2011), Museo Madre, Napoli (2015), Museo del Novecento, Milano (2022), Reggia di Caserta (2024). 

 Ha inoltre preso parte a collettive presso il Centre Georges Pompidou a Parigi (1981),  Art Gallery of Toronto (1985), Acireale (1989), Palazzo delle Esposizioni, Roma (1995), Museum of Contemporary Art, Tokyo (1997), PS1,  New York (1999), Académie de France, Villa Medici, Roma (2000), Palazzo Medici Riccardi, Firenze (2009), MACRO, Roma (2013), Triennale di Milano, Milano (2014), The Garrison Art Center, Garrison, New York (2018), GAM, Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, Torino (2019), National Art Museum of China, Pechino (2024) e Guangdong Museum of Art (BAIETAN), Guangzhou (2026).

La mostra è stata realizzata in collaborazione con Atelier Marco Bagnoli.