Amarcord: Angelo Peruzzi
“A casa ci sto poco.
Curo i miei interessi immobiliari e soprattutto sto all’aria aperta: il mio terreno, i miei boschi, i funghi, la caccia al cinghiale. La famiglia, gli amici, le cose semplici che mi fanno star bene.
Il calcio è diventato un cinema, non fa per me. Tutto è cambiato.
I giocatori? Un’azienda. Firmano un triennale e dopo pochi mesi chiedono l’aumento col procuratore o vogliono essere ceduti. I portieri? Più bravi coi piedi che con le mani.
Io oggi mica potrei giocare. Non dico sia sbagliato, ma non fa per me. Meglio i boschi, la natura.
Portieri bravi?
Sono tanti.
Sono bravi.
Ma sto gioco dal basso mi fa ridere.
Dice: serve per fare gol. Se non sbagli però. Se qualcosa va male, hai il nemico in casa.
Ma siamo matti? Faccio tante cose, vedo poche partite, mi annoiano a volte, meglio i boschi, i funghi, la caccia.
Lo so, lo so: vivo a Blera, un paesino in provincia di Viterbo. Ma io qui sto bene, sono felice. E per me il posto più bello del mondo.
Com’è che si dice? Contento io, contenti tutti”.
Angelo Peruzzi al Corriere