La tanto decantata bravura della premier Meloni, nella realtà delle cose, è semplicemente riassumibile nel fatto che una disgraziata senz'arte né parte - di questo in realtà stiamo parlando e non potrebbe essere altrimenti, visto che si è trovata a governare 59 milioni di persone senza aver neppure fatto la sindaca di un mini-comune di poche migliaia di abitanti - ripete senza vergogna degli slogan che descrivono una realtà inesistente convinta che i mezzi di comunicazione che direttamente e indirettamente controlla possano continuare a darla a bere ai furbi e agli sprovveduti a cui lei si rivolge.

L'ennesimo esempio è stato il suo discorso di ieri al Parlamento dove si è dovuta necessariamente recare per illustrare la posizione dell'Italia al Consiglio Ue che si riunisce a partire da oggi.

Ecco alcune delle assurdità dette da Meloni...

«Mai al servizio di altri»... «L'Italia è in Europa e vuole rafforzare l'Occidente… chiaramente sta in Europa, chiaramente sta in Occidente».Dice di non essere “cheerleader”, ma rivendica una collocazione rigida e non negoziata nello stesso blocco geopolitico che non possa in alcun modo dispiacere Donald Trump. Quindi, la vediamo ogni volta slalomeggiare tra un problema e l'altro per evitare di non dispiacere al suo padrone in carica a Washington.

 
«Difendere gli agricoltori... Serve un QFP rafforzato… però non crediamo che tutto questo debba accadere a scapito degli agricoltori... Se questo richiede altre settimane prima di una firma [Mercosur]… prenderemo qualche altra settimana». Insieme alla Francia, l'Italia è l'altro Paese dell'Ue che sta bloccando l'accordo commerciale con il Mercosur... uno sbocco commerciale da non sottovalutare (stiamo parlando dell'intero Sudamerica) vista l'attuale politica dei dazi degli USA. Meloni dice di proteggere gli agricoltori, ma si dimentica di tutti gli altri settori che promuovono il PIL. Infine, per quanto riguarda le settimane di riflessione di Meloni, Lula ha già detto che se l'Ue non firma in questa riunione, lui tirerà il Brasile fuori dell'accordo... unaccordo che - va ricordato - è in discussione da più di un quarto di secolo.

 
«No aumento delle tasse... La pressione fiscale, certo, sale... Sale perché sale il gettito fiscale… perché oggi lavora un milione di persone in più».Una persona che arriva a sostenere una tesi simile o è un'idiota o pensa di rivolgersi a degli idioti. Non c'è altra possibile spiegazione... ognuno scelga quella che preferisce.

 
«Prima gli italiani...»Meloni si è però dimenticata di aggiungere quelli entro una certa fascia di reddito, quelli che professano una certa religione, quelli che appartengono ad una certa etnia, quelli che votano certi partiti... 


«Abbiamo abolito iniziative che servivano a cercare di favorire i partiti che volevano… comprare consenso facile dai cittadini».Qui ammette esplicitamente di aver eliminato misure di sostegno (reddito) non perché inefficaci socialmente, ma perché politicamente sgradite. La povertà è stata da lei ridotta a un problema di propaganda, non di persone... e così - in base ai dhati Istat - è aumentata.


«Oggi lavora un milione di persone in più».La premier non distingue però il tipo di lavoro, tanto oche è aumentato il lavoro povero e la gente, pur lavorando ha difficoltà persino nel fare la spesa, dovendo scegliere se e quanto scaldarsi tra il dover e come mangiare. Nonostante ciò, Meloni ha rifiutato la proposta dell'opposizione sul salario minimo, rivendicando gli aumenti dei salari da lei fatti, di cui ha dimenticato di ricordarne l'erosione dovuta al fiscal drag.

 
«Non siamo amici di Putin. ... Bisogna essere sicuri di fare la cosa giusta… se la base giuridica non fosse solida, regaleremmo alla Russia una vittoria. ... Mai divisi. ... Sicuramente nella maggioranza c'è un dibattito».Così Meloni ha riassunto la posizione dell'Italia al Consiglio Ue di oggi, dove si deve discutere se e come utilizzare i soldi congelati a Mosca a causa della guerra di invasione in Ucraina. Meloni ha detto quale sarà la posizione dell'Italia? No. Lo stesso ha parlato di maggioranza coesa, ma non ha detto se, quando e come finanzierà - come richiesto dall'Ue - l'invio di nuove armi a Kiev... norma rimandata perché la Lega - che fa parte della maggioranza coesa - è decisamente contraria, essendo il suo segretario, Matteo Salvini, tra i più entusiasti sostenitori di Putin.


Come se tutto ciò non fosse già sufficiente a dimostrare la sua inadeguatezza, Giorgia Meloni ha poi avuto il coraggio di aggiungere che lei non fa «mai propaganda».

Coi pò diece "una del genere" possa essere anche pur vagamente brava... anche nel comunicare! L'unica bravur è nel raccontar balle, ma finora non risulta che le balle abbiano mai aiutato a far crescere una nazione.