Quest’anno la corsa all’Oscar come Miglior attore non protagonista somiglia ad una partita di "assestamenti" con poche rivoluzioni. I candidati sono quasi gli stessi delle primissime previsioni di luglio, ma con qualche variazione importante: Andrew Garfield, terzo in estate, è crollato in fondo dopo l’accoglienza incerta di After the Hunt, mentre Sean Penn ha scalato posizioni grazie al nuovo e acclamato film di Paul Thomas Anderson. In vetta adesso troviamo Stellan Skarsgård con Sentimental Value: già secondo a luglio, si conferma tra i nomi più solidi e oggi guida il gruppo con autorevolezza.
Sul fronte degli Studios, a fare più rumore sono Netflix e Warner Bros. La prima punta su due volti agli antipodi: Jacob Elordi, protagonista del Frankenstein di Guillermo del Toro, e Adam Sandler, che stupisce in versione drammatica in Jay Kelly. La seconda porta avanti una doppia strategia con Sinners (tra la rivelazione Miles Caton e il veterano Delroy Lindo) e con la performance muscolare di Penn.
Le Campagne giocano molto sulle narrative personali: l’attesa “career nomination” per Lindo, la trasformazione sorprendente di Sandler, il profilo europeo e sfaccettato di Skarsgård o l’energia queer-politica che accompagna Tonatiuh Elizarraraz nel revival di Kiss of the Spider Woman. E rispetto alla top 15 di luglio, l’unica vera new entry è Josh O'Connor, che si è guadagnato spazio con Wake Up Dead Man.
La corsa appare stabile, con poche novità rispetto alle previsioni precedenti e soltanto una new entry, ma resta comunque aperta a possibili sorprese. Nelle scorse stagioni, a questo punto dell’anno, il frontrunner era già ben definito ancor prima dell'inizio dell'Awards Season; stavolta invece, pur emergendo un favorito, la sua posizione non sembra ancora blindata.


