*_©Angelo Antonio Messina
"November" di David Mamet nella regia di Chiara Noschese: un equilibrismo teatrale al servizio della satira politica.

La messa in scena di "November", commedia in due atti scritta dall’acclamato drammaturgo statunitense David Mamet e tradotta da Luca Barbareschi, rappresenta un appuntamento imperdibile per chi ama il teatro che non solo intrattiene, ma induce anche a profonde riflessioni sulla natura umana e sulle dinamiche del potere. La produzione guidata da Chiara Noschese, che ne firma la regia e ne interpreta uno dei ruoli principali al fianco di Luca Barbareschi, Simone Colombari, Nico Di Crescenzo e Brian Boccuni, è una vibrante macchina comica che si muove con la precisione di un’orchestra sinfonica, capace di alternare momenti di ironia tagliente a spunti di inquietante realismo politico.

Ambientata nel torbido novembre di un anno elettorale presidenziale negli Stati Uniti, "November" si concentra sulle ultime settimane dell’amministrazione del Presidente Charles Smith, un uomo che incarna una complessa miscela di fermezza e vulnerabilità. Le sue chances di rielezione sono quasi inesistenti: i consensi crollano, le casse del partito sono quasi vuote, e l’ombra minacciosa di una guerra nucleare rende tutto più grave e urgente. Nonostante questo scenario di crisi, Chuck, come viene chiamato nel testo, non è pronto ad arrendersi. Ecco allora che egli tenta una mossa disperata, giocata su un gesto simbolico apparentemente innocuo: il perdono di due tacchini destinati alla macellazione prima del Giorno del Ringraziamento. Questo evento, che nei fatti potrebbe sembrare effimero e insulso, diventa nelle mani di Mamet una metafora potente e affilata delle dinamiche politiche, un momento di ribaltamento dove tutto è possibile, anche riscrivere la narrativa pubblica.

Lo spettacolo si distingue soprattutto per l’incessante ritmo con cui si susseguono le scene e i dialoghi, un flusso serrato di battute fulminanti che colpiscono con la precisione di un pugno ben assestato. È proprio questa cifra stilistica a caratterizzare lo stile di Mamet, autore noto per il suo linguaggio asciutto, a volte rude, ma carico di significati profondi e ambigui. “November” non perde tempo in inutili digressioni psicologiche, qui ogni parola è un’arma, ogni personaggio è definito attraverso ciò che dice e fa, in un gioco in cui non esiste verità assoluta, ma solo interessi contrapposti e la ferrea volontà di sopravvivere nell’arena politica.
La satira di Mamet è feroce e spietata: mette a nudo la corruzione, la manipolazione e l’opportunismo che governano il sistema politico americano – e per estensione quello universale – senza mai cadere nel facile moralismo. Il testo, scritto nel 2007 durante la grande recessione, si rivela ancora oggi straniante per la sua attualità: in un mondo dove il sogno americano sembra trasformarsi in un incubo e i principi morali sono sacrificati sull’altare del potere e dell’interesse personale, "November" appare come un monito e una riflessione amara sulle conseguenze di una leadership che dà priorità all’immagine e al consenso piuttosto che al bene comune.
L’interpretazione degli attori è all’altezza di un testo così denso e ricco di sfumature. Luca Barbareschi, nella parte di Charles Smith, offre una prova magistrale, incarnando un personaggio che è insieme buffo ed empatico, feroce e fragile, capriccioso ma dotato di un’umanità che emerge tra le crepe del suo ruolo istituzionale. Al suo fianco, Chiara Noschese e Simone Colombari contribuiscono a creare quell’atmosfera di tensione e camaleontismo che rende la scena viva e imprevedibile, mentre la regia di Noschese stessa si dimostra lucida, appassionata e incisiva. La regista ha raccontato questo lavoro come un viaggio ad alta velocità, paragonando la gestione del ritmo scenico alle dinamiche di una partitura musicale fatta di andanti, moderati e allegri che si alternano per creare un’esperienza visiva e sonora travolgente. È questa abilità a trasformare “November” da semplice commedia in un vero e proprio circo di poteri e veleni, di equilibristi che camminano sul filo della moralità, pronti a qualsiasi gesto pur di mantenere il controllo.

Dal punto di vista storico e culturale, "November" si inserisce in una tradizione di teatro politico che ha saputo usare la comicità per svelare verità scomode e spesso taciute. L’ambientazione temporale, un novembre elettorale segnato da crisi economiche e geopolitiche, non è casuale: Mamet colpisce al cuore dell’America contemporanea, mettendo in scena un microcosmo dove si intrecciano il sogno, l’ambizione, la paura e la disillusione. Allo stesso tempo, il gesto del perdono dei tacchini rimanda a un simbolismo profondamente radicato nella cultura americana, evocando il Giorno del Ringraziamento e la speranza di redenzione, di un nuovo inizio che però, nella narrazione, si carica di una ambiguità inquietante.
Emozionalmente, lo spettacolo è un’altalena continua: si passa dal sorriso rilassato e complice della commedia brillante a momenti in cui il pubblico è costretto a fare i conti con la realtà amara delle scelte morali di chi detiene il potere. Questo doppio livello narrativo rende la visione coinvolgente e, allo stesso tempo, dolorosamente reale. L’aspetto sentimentale è inoltre amplificato dalle dinamiche tra i personaggi, ognuno mosso da urgenze personali che emergono tra le pieghe delle battute fulminanti. Non c’è un cattivo assoluto né un eroe puro, ma un intricato groviglio di motivazioni e debolezze che conferisce a “November” una profondità rara nel panorama delle produzioni contemporanee.

“November” nella versione diretta da Chiara Noschese è molto più di una semplice commedia politica: è un’opera ricca di tensioni emotive, una riflessione amaramente ironica sulle degenerazioni del potere e una celebrazione del talento teatrale. La combinazione di un testo brillante con un cast di primissimo livello e una regia accurata trasforma ogni replica in un’esperienza memorabile, capace di divertire e scuotere nel profondo. Questa produzione rappresenta dunque un’opportunità preziosa per chi desidera confrontarsi con un teatro che sa essere al contempo popolare e colto, leggero e profondo, emozionante e intellettualmente stimolante. Lasciarsi trasportare dalle tempeste di “November” significa accettare di guardare in faccia le contraddizioni del nostro tempo, con un sorriso amaro e uno spirito critico affinato. Una meravigliosa macchina teatrale, in cui ogni battuta è un colpo ben assestato, e ogni scena un passo verso una verità spesso scomoda ma necessaria.
Cucuncia Entertainment e Goldenart Production
presentano
Dal 5 al 17 maggio 2026
feriali ore 20,45 - domenica ore 15,30
sabato 16 maggio ore 15,30 e 20,45
LUCA BARBARESCHI
NOVEMBER
una commedia di David Mamet
traduzione di Luca Barbareschi
con
Luca Barbareschi Charles Smith
Chiara Noschese Clarice Bernstein
Simone Colombari Archer Brown
Nico Di Crescenzo Rappresentante associazione nazionale produttori tacchino
Brian Boccuni Dwight Grackle
scene Lele Moreschi
costumi Federica De Bona
luci Francesco Vignati
regia Chiara Noschese
Foto: *_©F.Di Benedetto
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La stampa US
"Questa è satira con il pungiglione di uno scorpione." - Variety
"Ferocemente originale... e realizzato con grande precisione, November va avanti da una battuta politicamente scorretta all'altra." - San Francisco Chronicle
"Sublime! Una delle prime commedie intelligenti e leggere con sostanza che abbiamo visto da molto tempo." - The Villager
"Estremamente divertente." - The New York Times
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VIDEOBIGLIETTI
Prestige € 37,00 - Poltronissima € 34,00 - Poltrona € 26,00 - Poltronissima under 26 anni € 18,00
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