La Fondazione Don Gnocchi ha rinnovato il proprio impegno nel Servizio Civile con tre progetti presentati per il bando 2026, sia in Italia che all’estero, per sostenere le persone fragili: “Mano nella mano” con 67 posti; “Insieme si può” con 26 posti e “Bolivia. Insieme per l’inclusione delle persone con disabilità” con quattro posti a Cochabamba.
Fondazione Don Gnocchi: il progetto “Mano nella mano” per il Servizio Civile
Anche quest’anno la Fondazione Don Carlo Gnocchi ha partecipato al bando del Servizio Civile in qualità di capofila e in partnership con altre realtà del terzo settore. Sono tre i progetti presentati dalla Fondazione, che prevedono 97 posti, di cui 93 in Italia e 4 all’estero, in Bolivia. Grazie al Servizio Civile, ragazzi e ragazze tra i 18 e i 28 anni potranno dare il loro supporto al prossimo attraverso realtà accreditate, avendo inoltre l’occasione di sviluppare la propria crescita formativa, professionale e personale.
Sono 65.964 gli operatori selezionati dal bando di quest’anno per progetti che prenderanno vita tra il 2026 e il 2027, sia in Italia che all’estero.
“Mano nella mano” è una delle iniziative presentate dalla Fondazione Don Gnocchi: 67 volontari incaricati di sostenere i pazienti durante i loro percorsi di riabilitazione tramite attività extra terapeutiche, promuovendo il benessere fisico, psichico e relazionale delle persone.
Fondazione Don Carlo Gnocchi porta il Servizio Civile anche in Bolivia con un progetto sull’inclusione
L’altro progetto presentato dalla Fondazione Don Gnocchi è “Insieme si può”: prevede 26 posti per ragazzi e ragazze e ha lo scopo di promuovere momenti di condivisione con gli ospiti, organizzando attività ricreative, di intrattenimento e di socializzazione. Sono quattro i posti destinati invece per il progetto all’estero, nello specifico a Cochabamba.
L’obiettivo di “Bolivia. Insieme per l’inclusione delle persone con disabilità” della Fondazione Don Gnocchi è lavorare con persone fragili come i portatori di disabilità, spesso completamente esclusi dalla vita sociale, economica e comunitaria, facendo sviluppare loro nuove capacità con la terapia occupazionale, elevandone qualità di vita e autonomia.
Inoltre, sono numerosi i giovani che in questo periodo stanno terminando il loro Servizio Civile presso la Fondazione, facendo tesoro delle capacità acquisite e con la voglia di rimettersi in gioco.

