L’America’s Cup verso una nuova era: il commento di Marzio Perrelli
L’America’s Cup entra in una fase di start up. Con il nuovo modello si rinnovano governance, format e visione, rendendo la competizione più moderna e vicina agli standard dei grandi eventi sportivi globali: alla guida della trasformazione il CEO dell’America’s Cup Partnership Marzio Perrelli.
Marzio Perrelli: la regata più antica del mondo è in fase di start up
Con la prima edizione disputata il 22 agosto 1852, l’America’s Cup è considerata la regata velica più antica del mondo e oggi si trova agli albori di una nuova significativa tappa del suo percorso, che la avvicina al modello adottato da altri sport come la Formula 1 e la MotoGP. Lo ha spiegato in occasione dell’evento “Il Foglio a San Siro” Marzio Perrelli, che ha da poco assunto l’incarico di CEO dell’America’s Cup Partnership.
“È anche bella questa sfida perché la manifestazione più antica al mondo è in una fase di start up – ha sottolineato il manager – Si parte da una nuova cosa, un nuovo modello e non si pensa solo all’aspetto tecnico, ma anche a tutto quello che si riuscirà a fare intorno”. Una trasformazione epocale che parte dalla governance. Uno dei cambiamenti più importanti riguarda il defender, che smette di ricoprire un ruolo centrale. “Il defender – ha evidenziato Perrelli – non è più quello che organizza tutto. Fino ad oggi il defender diceva ‘metto la coppa in patio, giorno X, ora X, nel posto X’. Adesso invece si cambia: tutti i team sono uguali”. Cambiano, inoltre, i tempi. “L’idea è quella di arrivare a fare qualcosa di più ravvicinato nel tempo, con la Coppa che sarà ogni due anni: 27-29-31”.
Marzio Perrelli: l’America’s Cup sempre più vicina ai modelli sportivi contemporanei
La nuova impostazione avvicinerebbe dunque l’America’s Cup ai modelli contemporanei di altre competizioni. La rotta intrapresa sembra ricordare, infatti, quella battuta da altri sport internazionali come il calcio, la Formula 1 e la MotoGP. “La parte commerciale di un movimento sportivo diventa sempre importante – sottolinea il team director di Luna Rossa – Lavorare sulla visione dell’evento da un punto di vista sportivo, di interesse pubblico e soprattutto commerciale era fondamentale”. La bravura adesso sarà non tanto evolversi, ma farlo riuscendo a mantenere intatta l’identità della competizione.
Oggi lo sport si sviluppa anche nella direzione di prodotto di intrattenimento, pertanto oltre all’aspetto sportivo assume maggiore rilevanza l’attenzione che l’evento attira. Come raccontato da Marzio Perrelli, l’obiettivo è “catturare il più tempo possibile delle 24 ore di ogni persona”. Da qui la necessità di una svolta: “Devi diventare bello dal punto di vista competitivo, devi diventare bello da un punto di vista glamour, devi diventare bello da un punto di vista di tutto quello che circonda l’evento”. Il laboratorio di questa visione sarà Napoli, che oltre a fare da cornice alla competizione sarà parte integrante del progetto.
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