Non credo che se ne possa davvero parlare in termini clinici, l’ADHD è una cosa seria, ma di sicuro qualche problema con l’attenzione ce lo abbiamo. Non riusciamo a stare fissi su un argomento se non per poco, qualche giorno al massimo, che poi subito passiamo ad altro.

E non c’è verso di capire davvero cosa accade, né tantomeno di poter considerare risolto quel problema, perché è subito di quell’altra cosa che si parla; è quell’altra faccenda che ci preme seguire. Vi ricordate quegli appuntamenti quotidiani, tutti i giorni alla stessa ora in tempo di Covid, dove c’era la conferenza stampa e ci sparavano i dati sui casi, sui morti del giorno. Ve la ricordate l’ansia di sapere, e il sollievo quando i numeri erano minori, e l’angoscia quando invece crescevano.

Poi hanno smesso di farla, troppo ansiogena, anche se il Covid c’era ancora; solo se ne parlava meno. E poi Gaza, dai quanti oggi, meno di ieri meno male; oppure madonna quanti, ma come si fa. E l’Ucraina, stessa storia, quanti missili oggi, quanti droni, quanti morti. A Gaza e in Ucraina tutto continua, solo che noi ci pensiamo meno perché c’è il Venezuela, Cuba, i dazi, l’Iran… i decreti, il referendum…

Non c’è proprio verso di restare su un punto, sui fatti nostri per esempio; ma forse non siamo mica noi che ci abbiamo un problema di attenzione, forse è che ci portano a spasso.

E così magari non ci badiamo tanto se in certi posti non nevica più, in altri piove e nevica come non si era mai visto. Se arrivano gli uragani dove non erano mai arrivati, il mare si alza e i ghiacci si sciolgono per davvero. E invece di riflettere su cosa significhi sono pronti a far guerre per conquistare le nuove rotte artiche.

Non ci resta che smettere di ascoltare e guardar fuori dalla finestra, sperando che la primavera arrivi ancora, perché pare che a furia di litigare, parlar di dollari e petrolio e di potere, che arrivi o meno la primavera non frega più niente a nessuno.