Nel primo trimestre del 2026 i conti delle Amministrazioni pubbliche mostrano un miglioramento rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, pur rimanendo in territorio negativo. È quanto emerge dai Conti trimestrali dei settori istituzionali, che fotografano anche un incremento del reddito disponibile e del potere d'acquisto delle famiglie, accompagnato da una maggiore propensione al risparmio. Sul fronte delle imprese, invece, si registra una riduzione della quota di profitto, compensata da una ripresa degli investimenti.
I dati relativi alle Amministrazioni pubbliche vengono presentati in forma grezza, mentre quelli riguardanti famiglie e società sono elaborati in forma destagionalizzata.
Deficit in calo rispetto al 2025
Nel dettaglio, l'indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche nel primo trimestre del 2026 si è attestato al 7,8% del Pil, in miglioramento rispetto all'8,4% registrato nello stesso periodo del 2025. Il dato indica una riduzione del disavanzo pubblico su base tendenziale, pur mantenendosi su livelli elevati, come tipicamente avviene nel primo trimestre dell'anno.
Migliora anche il saldo primario, cioè il saldo di bilancio al netto della spesa per interessi sul debito pubblico. L'incidenza sul Pil è risultata pari al -4,4%, contro il -4,7% del primo trimestre dello scorso anno.
Analogo andamento per il saldo corrente, che comprende le entrate e le spese correnti delle Amministrazioni pubbliche. Anche questo indicatore resta negativo, ma evidenzia un miglioramento, passando dal -3,3% del Pil del primo trimestre 2025 al -2,9% nei primi tre mesi del 2026.
Pressione fiscale in lieve aumento
L'unico indicatore dei conti pubblici che registra un incremento è la pressione fiscale, salita al 37,6%, con un aumento di 0,3 punti percentuali rispetto allo stesso trimestre dell'anno precedente.
Il dato riflette una crescita del peso complessivo di imposte e contributi sociali rispetto al prodotto interno lordo, pur senza modificare il quadro generale di miglioramento dei principali saldi di finanza pubblica.
Famiglie: aumentano reddito, consumi e risparmio
Sul versante delle famiglie consumatrici emerge un quadro moderatamente favorevole. Il reddito disponibile è aumentato dell'1,6% rispetto al trimestre precedente, mentre la spesa per consumi finali è cresciuta dell'1,4%.
Poiché il reddito è aumentato più rapidamente dei consumi, si è registrato anche un incremento della propensione al risparmio, salita all'8,0%, con un aumento di 0,2 punti percentuali rispetto al trimestre precedente.
L'andamento evidenzia una capacità delle famiglie di accantonare una quota leggermente maggiore del proprio reddito, dopo aver sostenuto la crescita dei consumi.
Migliora anche il potere d'acquisto
Un altro elemento positivo riguarda il potere d'acquisto delle famiglie.
Tenendo conto di un incremento dello 0,8% del deflatore implicito dei consumi, il potere d'acquisto è aumentato anch'esso dello 0,8% rispetto al trimestre precedente.
Il dato indica che la crescita del reddito disponibile è stata sufficiente non solo a compensare l'aumento dei prezzi impliciti dei consumi, ma anche a determinare un effettivo miglioramento della capacità di spesa delle famiglie.
Imprese: profitti in calo ma investimenti in ripresa
Per quanto riguarda le società non finanziarie, il quadro presenta due dinamiche differenti.
La quota di profitto si è attestata al 42,8%, con una diminuzione di 0,5 punti percentuali rispetto al trimestre precedente. Si tratta di un'inversione rispetto all'aumento registrato nell'ultimo trimestre del 2025.
Parallelamente, però, cresce il tasso di investimento, che raggiunge il 24,9%, in aumento di 0,3 punti percentuali rispetto ai tre mesi precedenti.
Il dato suggerisce che, nonostante una lieve riduzione della redditività, le imprese hanno incrementato gli investimenti, confermando una dinamica favorevole sul fronte della spesa destinata alla crescita produttiva.
Un quadro complessivamente in miglioramento
Nel complesso, i dati del primo trimestre 2026 delineano un quadro caratterizzato da un miglioramento dei principali indicatori della finanza pubblica rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. L'indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche si riduce, così come migliorano sia il saldo primario sia il saldo corrente, mentre la pressione fiscale registra un lieve incremento.
Contestualmente, le famiglie beneficiano di una crescita del reddito disponibile, del potere d'acquisto e della propensione al risparmio. Sul fronte delle imprese, la riduzione della quota di profitto è accompagnata da un aumento del tasso di investimento, segnalando una prosecuzione dell'attività di accumulazione di capitale nonostante una minore redditività rispetto alla fine del 2025.


