I giovani appaiono “diffidenti, distaccati, arrabbiati” perché esprimono (ognuno a suo modo) il disgusto-il disagio economico personali e delle loro famiglie (del “popolo sovrano”). Non è vero per tutti che “la Repubblica è uno spartiacque nella nostra storia. Non uno Stato che sovrasta i cittadini ma uno Stato che riconosce i diritti inviolabili, la libertà delle persone, le autonomie della comunità”.
Il Presidente Sergio Mattarella, con il messaggio del 31 dicembre, lo conferma ricordando che “vecchie e nuove povertà - ci sono e vanno contrastate con urgenza - diseguaglianze, ingiustizie, comportamenti che feriscono il bene collettivo come corruzione, infedeltà fiscale, reati ambientali: crepe che rischiano di compromettere proprio quella coesione sociale che consideriamo un bene prezioso di cui disponiamo. Un bene che, tuttavia, non è mai acquisito definitivamente. Un bene per cui siamo chiamati a impegnarci, ognuno secondo il suo livello di responsabilità, senza che nessuno possa sentirsi esentato” ma non indica chi ha prodotto i danni che minano la coesione sociale e chi ha la responsabilità di rimuoverli “con urgenza”.
I giovani del “popolo sovrano” condividono che “il desiderio di pace è sempre più alto e diviene sempre più incomprensibile e ripugnante il rifiuto di chi la nega perché si sente più forte”. Tutti inorridiscono “di fronte alle case, alle abitazioni devastate dai bombardamenti nelle città ucraine, di fronte alla distruzione delle centrali di energia per lasciare bambini, anziani, donne, uomini al freddo del gelido inverno di quei territori, di fronte alla devastazione di Gaza, dove neonati al freddo muoiono assiderati”. Ma forse, se due Governi di due Nazioni decidono di azzuffarsi è perché o uno dei due ha fatto una porcata per provocare l’altro (è il caso di Hamas) o perché uno dei due non si è preoccupato di spiegare bene all’altro cosa intendeva fare (sapendo che l’altro non era d’accordo) e, non riuscendo a spiegarsi, non si è rivolto alle Istituzioni sovranazionali per fare valere i suoi diritti (è il caso di Zelensky). Ovviamente sia Hamas sia Zelensky erano attrezzati-sicuri di menare Israele e la Russia. Non meraviglia che le Istituzioni sovranazionali stiano aspettando che chi ha sbagliato i calcoli perché più debole alzi bandiera bianca-smetta di azzuffarsi per intervenire e fare ragionare il più forte. Il “popolo sovrano” si chiede: chi (e per cosa) a giugno 2022 ha deciso di pagare il biglietto del treno per Kiev a Mario Draghi-Presidente del Consiglio italiano, Emmanuel Macron-Presidente francese, Olaf Scholz-Cancelliere tedesco, chi ha legittimato la sponsorizzazione della zuffa e la partnership di Zelensky?
I giovani condividono anche con il Presidente Mattarella che è un piacere sfogliare “velocemente un album immaginario della storia della Repubblica come talvolta si fa quando ci si ritrova in famiglia” (lo fanno anche loro ed anche con gli amici) soprattutto se l’album diventa motivo d’orgoglio. La partecipazione al voto per le donne. L’interpretazione esemplare dell’esercizio della Politica nella prima Repubblica: “di mattina i costituenti discutevano - e si contrapponevano - sulle misure concrete di governo, nel pomeriggio, insieme, componevano i tasselli della nostra Carta costituzionale. La Costituzione italiana, che ha ispirato e guidato il Paese per tutti questi decenni”. Le conquiste della Politica a braccetto con il “popolo sovrano”. “Una grande stagione di riforme cambia il profilo dell’Italia. La riforma agraria, il Piano casa, il cui ricordo richiama le difficoltà delle giovani coppie a trovare casa oggi. Gli anni del miracolo economico ci presentano in primo piano i volti degli operai delle fabbriche e di quelli impegnati a realizzare le grandi infrastrutture che modernizzano il Paese. Il lavoro come leva fondamentale dello sviluppo. Lo statuto dei lavoratori è stato lo strumento che riconosce e sancisce diritti, dignità e libertà sindacale. L’istituzione del servizio sanitario nazionale, che garantisce universalità e gratuità delle cure. Il sistema previdenziale esteso a tutti. Il contributo della cultura, dell’arte, del cinema, della letteratura, della musica. Il ruolo del servizio pubblico affidato alla Rai. Lo sport con un posto di grande rilievo nel nostro album”. Sorprendentemente il Presidente Mattarella chiude l’album con le stragi-il terrorismo (“la notte della Repubblica”), con Falcone e Borsellino (“simboli della legalità e della lunga lotta contro la mafia”) e si limita a richiamare “al pieno rispetto della irrinunziabile sicurezza sul lavoro e all’equità delle retribuzioni” ed a segnalare che “la diffusione dello sport, oltre al messaggio di pace, amicizia, inclusione che esprime, è un potente antidoto alla violenza giovanile e alle droghe”.
E le foto d’album della seconda Repubblica? Il Presidente Mattarella spiega che “siamo diventati uno dei Paesi più forti nella manifattura e nell’esportazione, capace di esaltare il genio della creatività in tantissimi settori. Siamo apprezzati in tutto il mondo per i nostri stili di vita, per la bellezza dei nostri territori, per i tesori artistici che custodiamo. Per la cultura del cibo e del vino, che diventa patrimonio internazionale”. Ma questo non è merito della Politica anche se ovviamente ha contribuito.
La Politica della seconda Repubblica conferma che non merita foto nell’album del Presidente Mattarella: risponde al messaggio ripetendo i temi del messaggio, ringraziando per averli ricordati e dichiarandosi solo impegnata a favorire la pace ben sapendo che, senza soldi, può contribuire solo con le chiacchiere (non sa neanche dove trovare i soldi per la difesa). Il premier Giorgia Meloni telefona subito al Presidente e aggiunge al grazie il risultato del rating-dello spread: la Repubblica “si presenta all’appuntamento degli 80 anni forte dell’autorevolezza, della credibilità e del rispetto che le vengono riconosciuti a livello globale e che sono il frutto del dinamismo, del coraggio e del sacrificio di generazioni”. La segretaria del Pd Elly Schlein sottolinea che “aver cura della nostra Repubblica è davvero responsabilità di tutte e tutti i cittadini”. Il presidente del M5S Giuseppe Conte segnala che “scelte sbagliate rischiano di ipotecare il futuro di quei valori, di quei diritti” richiamati dal Presidente.
E le “vecchie e nuove povertà, le diseguaglianze, l’infedeltà fiscale da contrastare con urgenza” perché creano il disagio economico-il disgusto che produce assenteismo nel “popolo sovrano” e rabbia non solo nei giovani? Le Istituzioni e gli inamovibili “Politici che contano” hanno deciso che le insindacabili priorità del “popolo sovrano” sono altre e già si bruciano tutti i soldi (e non bastano).

Ecco perché il Presidente Mattarella guarda ai giovani: “non rassegnatevi, siate esigenti e coraggiosi, scegliete il vostro futuro, sentitevi responsabili come la generazione che, ottanta anni fa, costruì l’Italia”. Vuole indicare anche chi va scrollato per imporre le priorità da sempre disattese che rendono i giovani “diffidenti, distaccati, arrabbiati” e che il “popolo sovrano” ormai si è rassegnato a non chiedere più?

