Tre vittorie su tre con Gattuso in panchina e una Nazionale che finalmente torna a mostrare carattere e intensità. A Tallinn, contro un'avversaria modesta come l'Estonia, l'Italia fa il suo dovere, vince 3-1 e blinda quasi matematicamente il secondo posto nel girone. Un passo avanti netto rispetto al disastroso avvio in Norvegia, ma ancora lontano da ciò che serve per tornare tra le grandi del calcio europeo.
L'effetto Gattuso: identità e grinta, ma anche limiti evidenti
Il nuovo Ct ha portato energia, compattezza e un'idea di gioco chiara: pressing alto, aggressività e mentalità offensiva. Si vede la mano di Gattuso nella compattezza del gruppo e nella disponibilità al sacrificio. Ma sotto la superficie c'è ancora tanto da sistemare.
Il 4-4-2 “camuffato” da 4-2-4 funziona finché la qualità degli avversari resta bassa. Contro l'Estonia, gli Azzurri hanno dominato senza affanni; ma lo stesso schieramento, contro squadre più strutturate, rischia di scoprire troppo la difesa e di lasciare centrocampo e retroguardia in balia delle transizioni.
Kean e Retegui trascinatori, Donnarumma ancora croce e delizia
Kean segna subito, confermando di essere in un momento d'oro, ma la sua uscita per infortunio è l'ennesimo campanello d'allarme: l'Italia non può dipendere da un giocatore fragile fisicamente e discontinua mentalmente. Retegui sbaglia un rigore ma ha il merito di reagire con personalità, segnando poco dopo e lavorando bene per la squadra.
Dietro, invece, il solito fantasma: Donnarumma. Il portiere, autore di un errore banale che regala il gol della bandiera all'Estonia, continua a vivere una parabola altalenante. Troppi passaggi a vuoto per chi dovrebbe essere un leader.
La crescita dei giovani: segnali incoraggianti, ma serve continuità
Il gol di Pio Esposito è la nota più luminosa della serata. Giovane, spavaldo e affamato: l'attaccante dell'Inter ha mostrato ciò che manca a molti suoi compagni più esperti. Anche Spinazzola, al rientro dopo oltre due anni, ha dato buone sensazioni, ma il suo stato fisico resta un'incognita.
Gattuso sembra intenzionato a lanciare i giovani, e questa è una buona notizia. Tuttavia, il salto di qualità passa dalla continuità, non dai singoli exploit.
Il contesto del girone: Norvegia in fuga, Italia condannata ai playoff
Il 5-0 della Norvegia su Israele chiude quasi ogni speranza di primo posto. Anche con un percorso netto fino a novembre, gli Azzurri dovrebbero sperare in un passo falso norvegese improbabile. Resta dunque l'obiettivo minimo: il secondo posto e i playoff. Ma arrivarci non deve essere motivo di festa — è il minimo sindacale per una Nazionale che, dopo aver mancato due Mondiali di fila, non può più permettersi passi falsi.
In sintesi: segnali di vita, ma non di rinascita
Gattuso ha ridato all'Italia un'anima, e questo va riconosciuto. La squadra corre, lotta e segna con regolarità. Ma non basta. Troppi errori individuali, troppa fragilità mentale nei momenti chiave, troppa distanza dalle grandi d'Europa.
La vittoria di Tallinn è importante, ma non deve illudere: il vero banco di prova sarà martedì contro Israele e, più avanti, contro la Norvegia. Solo lì capiremo se questa Italia è davvero rinata o se sta semplicemente mascherando, con il temperamento di Gattuso, i problemi di sempre.
I prossimi appuntamenti
- 14 ottobre, ore 20.45: ITALIA-Israele (Udine)
- 13 novembre, ore 20.45: Moldova-ITALIA (Chisinau)
- 16 novembre, ore 20.45: ITALIA-Norvegia (Milano)
Classifica
- Norvegia 18 punti (6 gare disputate),
- ITALIA 12 (5),
- Israele 9 (6),
- Estonia 3 (6),
- Moldova 0 (5)


