Nella notte tra venerdì e sabato, la Russia ha lanciato un massiccio attacco aereo contro l'Ucraina, colpendo duramente soprattutto le regioni occidentali del Paese. Si tratta del quarto raid su larga scala nel solo mese di luglio.
Secondo quanto riferito dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky, Mosca ha lanciato 597 droni kamikaze e 26 missili su diverse città, causando almeno due morti e 20 feriti. I danni a infrastrutture civili sono estesi, con colpi registrati da Kharkiv e Sumy, nel nord-est, fino a Leopoli, Lutsk e Chernivtsi, al confine con la Romania.
La risposta della difesa ucraina è stata imponente: 25 missili e 319 droni Shahed sono stati abbattuti, mentre altri 258 droni sono stati neutralizzati tramite guerra elettronica, secondo quanto dichiarato dall'aeronautica ucraina.
Zelensky ha ribadito l'urgenza di un rafforzamento delle difese aeree e nuove sanzioni internazionali contro la Russia. "Il ritmo degli attacchi aerei russi richiede decisioni rapide. Questa guerra si può fermare solo con la forza", ha dichiarato tramite l'app Telegram. "Ci aspettiamo non solo segnali, ma azioni concrete da parte dei nostri partner".
Il raid notturno ha colpito duramente soprattutto le città occidentali. A Chernivtsi, dove l'attacco ha ucciso una donna di 26 anni e un uomo di 43, sono state ferite almeno 14 persone. La città, situata a circa 40 chilometri dal confine romeno, ha subito numerosi danni: edifici residenziali e amministrativi colpiti, incendi e blackout elettrici.
Anche Leopoli, vicino al confine polacco, ha subito gravi danni: 46 edifici residenziali, una università, i tribunali cittadini e circa 20 attività economiche sono stati danneggiati, secondo quanto riportato dal sindaco.
Il mese di giugno è stato il più sanguinoso per i civili ucraini negli ultimi tre anni, secondo la missione di monitoraggio dell'ONU per i diritti umani in Ucraina, con 232 morti e 1.343 feriti. Gli attacchi russi si sono intensificati a partire da giugno, segno di una nuova fase offensiva volta a piegare la resistenza ucraina anche nelle regioni meno colpite in passato.
La situazione resta critica, mentre Kiev continua a chiedere più supporto militare e protezione per la popolazione civile. La guerra, a quanto pare, è ancora ben lontana dalla fine.


