Franco Tortora presenta “Nirvana e tormento”: un ritorno musicale tra memoria e consapevolezza
“Nirvana e tormento” conferma la volontà di Franco Tortora di raccontare emozioni autentiche con semplicità e misura. In questa intervista emerge il lato più umano dell’artista, tra riflessioni sul passato, nuovi traguardi e il desiderio di continuare a comunicare attraverso la musica.
Franco, c’è qualcosa di autobiografico dentro “Nirvana e tormento” oppure preferisci lasciare il dubbio a chi ascolta?
No non c’è nulla di autobiografico. L'autore si è ispirato alla storia che sta vivendo un suo amico. Una storia a due velocità. Lei più giovane vorrebbe un coinvolgimento maggiore mentre lui, deluso da tante storie naufragate in separazioni dolorose, non vuole impegnarsi, vuole solo vivere la gioia del momento senza pensare al futuro. E' una storia comune a molti non nel mio caso.
Il brano parla di due persone che iniziano quasi per difendersi dal dolore e poi finiscono per voler molto di più. Secondo te oggi si ha ancora il coraggio di amare davvero senza filtri?
Direi di sì, ma è molto più raro. Oggi molti si proteggono dietro ironia, leggerezza, “vediamo come va”, perché esporsi davvero fa paura. Però quando due persone si incontrano nel momento giusto e decidono di non giocare in difesa, quel coraggio riappare: magari fragile, magari imperfetto, ma reale. In fondo il desiderio di amare senza filtri non è scomparso, è solo più nascosto sotto le corazze che ci costruiamo.
Nel tuo percorso hai avuto grandi palchi, televisione, tour e poi un ritorno importante negli ultimi anni. Cosa hai imparato delle persone e del mondo della musica durante questo lungo viaggio?
Direi che ho imparato due cose semplici ma decisive: che le persone riconoscono sempre la verità, anche quando cambia il contesto, e che la musica è un ciclo continuo in cui si cade, si ritorna, ci si reinventa. I grandi palchi ti insegnano l’umiltà, la televisione la disciplina, i tour la resistenza. Il ritorno degli ultimi anni mi ha ricordato che, se resti autentico, prima o poi il pubblico ti ritrova.
Se dovessi descrivere questo momento della tua carriera con tre parole, quali useresti e perché proprio queste?
Direi: consapevolezza, libertà, rinascita. Consapevolezza perché oggi so davvero chi sono. Libertà perché non inseguo più niente. Rinascita perché questo momento ha il sapore di un nuovo inizio, non di un ritorno.