Fitto: Italia può diventare ponte europeo del Mediterraneo
"L'istituzione del portafoglio del Mediterraneo da parte della Commissione europea va esattamente in questa direzione. L'Italia è e può diventare il ponte europeo nel contesto mediterraneo". Lo ha affermato il Vicepresidente esecutivo della Commissione europea, Raffaele Fitto, intervenendo al Forum Verso Sud di TEHA Group. "C'è bisogno di un approccio integrato su questi temi, come TEHA sta cercando di fare con iniziative come Verso Sud. È necessario valorizzare le politiche messe in campo", ha spiegato Fitto, ricordando i risultati "molto importanti" ottenuti per il Mezzogiorno con il Patto per il Mediterraneo e la riorganizzazione della politica di coesione.
Sui bilanci futuri e la governance, il Vicepresidente UE ha aggiunto: "La semplificazione è centrale per garantire l'efficacia delle politiche europee, mentre la flessibilità implica la capacità di adattare gli strumenti esistenti alle esigenze attuali". Nel suo intervento al Forum Verso Sud, Raffaele Fitto ha poi acceso i riflettori sul legame tra sviluppo territoriale e sfide geopolitiche. "Gli investimenti sul fronte infrastrutturale possono definire un nuovo ruolo del Mezzogiorno d'Italia nel contesto mediterraneo e fare la differenza negli scenari futuri", ha sottolineato il Vicepresidente esecutivo della Commissione europea. Fitto ha elogiato l'impatto di PNRR e ZES Unica nel Sud e, guardando alla programmazione 2028-2034, ha auspicato l'integrazione tra le strategie europee (come il Global Gateway) e nazionali (il Piano Mattei). "L'approccio integrato è fondamentale e decisivo se vogliamo costruire prospettive capaci di rafforzare il lavoro e l'azione nel Mezzogiorno d'Italia. Sono certo che riusciremo a proseguire questo percorso", ha concluso Fitto.
D'altra parte l'ambizione di fare dell'Italia l'hub energetico del Mediterraneo è il perno della strategia nazionale, guidata dal Piano Mattei. L'obiettivo è trasformare la penisola nel principale punto di transito e smistamento per l'energia (gas, idrogeno e fonti rinnovabili) prodotta in Africa e destinata all'intera Unione Europea. E in tal senso vanno intesi i recenti accordi che il governo Meloni ha stretto con Algeria, Libia, Egitto Qatar e Kazakistan.
Al forum era presente anche il neo ministro del turismo Gianmarco Mazza che ha sottolineato il ruolo sempre più centrale del turismo come motore di sviluppo economico, occupazionale e sociale per l'Italia e, in particolare, per il Mezzogiorno "Ancora oggi in Europa si fatica a riconoscere il turismo come uno dei comparti strategici dell'economia. È necessario unire le forze per promuovere e valorizzare un settore che rappresenta un asset fondamentale per la crescita del continente", ha dichiarato il Ministro.
Mazzi ha ricordato come il turismo contribuisca in Italia per il 13% del PIL, quota che può arrivare fino al 25% considerando l'intero indotto economico generato dal settore. L'Italia si conferma inoltre la seconda destinazione turistica per presenze e permanenza media, oltre a essere il primo Paese dell'Unione Europea per impatto della crocieristica, comparto che presenta prospettive di forte crescita a partire dal 2027. Secondo i dati illustrati dal Ministro, nel 2025 il Paese ha registrato oltre 70 milioni di presenze turistiche, con una crescita degli arrivi pari al +10%. In questo contesto, Puglia, Campania e Sicilia si confermano territori trainanti per lo sviluppo turistico del Mezzogiorno.
Particolarmente rilevante anche il contributo del turismo internazionale: gli stranieri rappresentano infatti il 40% delle presenze turistiche complessive in Italia. Parallelamente, cresce il fenomeno della destagionalizzazione nelle città d'arte, con Napoli indicata come esempio virtuoso di attrattività durante tutto l'arco dell'anno. Il Ministro ha inoltre evidenziato come la permanenza media dei turisti nel Sud Italia sia superiore rispetto al Nord del Paese 5,8 giorni contro 4,2 a conferma del forte potenziale del Mezzogiorno come destinazione turistica integrata ed esperienziale.