A credere che il tempo non sarebbe passato mai ce lo ha insegnato lui, Giorgio Armani. Lo stilista è morto oggi, all'età di 91 anni (li aveva compiuti lo scorso 11 luglio). Con lui la famiglia e Leo Dell'Orco, il compagno degli ultimi vent'anni.
Dagli esordi come vetrinista alla creazione di un vero impero, tra womenswear, menswear e Alta Moda. Lo stilista capace di rivoluzionare la moda intera, regalando libertà, fascino e bellezza ad ogni donna. Vestendo, inoltre, le star più brillanti di Hollywood come nei film American Gigolò, nel 1980. Nei panni di Julian Kay, Richard Gere indossa esclusivamente completi destrutturati abbinati a camicie bianche. Prende così forma una nuova formula di eleganza, accanto ad un inedito sex symbol. Non sarà, però, l’unica avventura della maison Armani nel mondo del cinema. Sono rimasti iconici i cappotti sartoriali e i cappelli de Gli Intoccabili, del 1987; i completi sfoggiati da Kevin Costner nel ruolo di The Bodyguard, nel 1992; i look casual chic della banda di George Clooney in Ocean’s Thirteen, nel 2007. Senza dimenticare gli smoking e i completi disegnati per Tom Cruise in Mission Impossible: Protocollo Fantasma (2011); per Christian Bale in The Dark Knight Rises (2012); per Leonardo DiCaprio nei panni di The Wolf of Wall, aprì un negozio a Los Angeles, divenne tra gli stilisti di fiducia di celebrità come Diane Keaton, Michelle Pfeiffer, Julia Roberts, Dennis Hopper, Tom Cruise e alla cerimonia degli Oscar del 1990 gli attori e le attrici che vestivano Armani erano così tanti che si parlò di Armani Awards, anziché Academy Awards (l’Academy è l’associazione che assegna i premi Oscar). Da lì in poi disegnò gli abiti per oltre 200 film, tra cui Gli Intoccabili di Brian De Palma, The Wolf of Wall Street di Martin Scorsese, e tutti quelli indossati da Christian Bale nella trilogia su Batman del regista Christopher Nolan.
Armani seppe capitalizzare questo successo di immagine realizzando molti prodotti accessibili alle masse: profumi, occhiali, biancheria intima, linee di abbigliamento più giovani ed economiche (come Emporio Armani e Armani Jeans) e vestiti o accessori prodotti in licenza, cioè fatti da altre aziende che pagavano Armani per poterci mettere sopra il suo logo. Nel 1989 aprì anche una linea dedicata alla casa e nel 2004 firmò un accordo con l’azienda edile di Dubai Emaar Properties per costruire hotel e resort in tutto il mondo. Nel 2015 inaugurò a Milano l’Armani Silos, uno spazio espositivo che raccoglie alcuni dei suoi lavori e mostre d’arte, moda e fotografia.
Dal 1985, dopo la morte di Galeotti per complicazioni legate all’AIDS, Armani era l’unico proprietario dell’azienda, tra le poche in Italia gestite dal fondatore o dai suoi eredi.


