Il Vaticano ha annunciato giovedì un cambio di vertice di grande peso per il cattolicesimo statunitense: Papa Leone ha scelto di sostituire il cardinale Timothy Dolan alla guida dell'Arcidiocesi di New York, una delle sedi più influenti del Paese. Al suo posto arriva monsignor Ronald Hicks, 58 anni, finora vescovo di Joliet (Illinois), considerato un profilo relativamente poco noto a livello nazionale.
La decisione segna una svolta nella leadership cattolica americana e, secondo l'analista David Gibson, "Hicks rappresenta non solo un nuovo capitolo per New York, ma per la Chiesa americana nel suo insieme". Dolan, arcivescovo di New York dal 2009 ed ex presidente della Conferenza episcopale statunitense, aveva presentato la propria disponibilità alle dimissioni a febbraio, al compimento dei 75 anni, come previsto dal diritto canonico.
Un arcivescovo con attenzione alla comunità latina e un profilo missionario
Poche ore dopo l'annuncio, Hicks si è presentato ai media a New York: ha pronunciato alcune parole in spagnolo prima di passare all'inglese, spiegando di avere un “grande cuore” per la comunità latina, anche in virtù della sua esperienza come missionario in America Latina.
Sul fronte politico e sociale, il nuovo arcivescovo ha ribadito una posizione già espressa in passato: il sostegno alla condanna, da parte dei vescovi cattolici statunitensi, della stretta sull'immigrazione voluta dal presidente Donald Trump. Hicks ha indicato una linea che prova a tenere insieme sicurezza e principi: proteggere i confini, ma al tempo stesso essere un Paese che difende “dignità umana” e “rispetto” nel modo di trattare le persone.
La scelta di Papa Leone e le somiglianze biografiche
Secondo Gibson, la nomina ha anche un valore simbolico: Papa Leone – descritto come il primo pontefice statunitense – porta a New York un pastore dell'Illinois “molto simile a lui”. Entrambi hanno origini nei sobborghi a sud di Chicago e hanno trascorso anni come missionari: Leone in Perù, Hicks in El Salvador. Durante la conferenza stampa, Hicks ha persino scherzato sul fatto che lui e il Papa condividerebbero la stessa pizzeria.
L'Arcidiocesi tra influenza e crisi: la sfida dei risarcimenti per abusi
L'Arcidiocesi di New York è una realtà vasta e centrale nella vita cattolica americana: serve fedeli a Manhattan, Bronx e Staten Island, oltre a sette contee a nord, con 296 parrocchie e una rete estesa di scuole e ospedali cattolici. Ma il cambio di guida arriva in un momento particolarmente delicato.
L'Arcidiocesi, infatti, sta cercando di raccogliere oltre 300 milioni di dollari per gli accordi transattivi attesi con i sopravvissuti ad abusi da parte del clero. È in corso una mediazione con circa 1.300 presunti sopravvissuti. Dolan aveva annunciato l'8 dicembre un piano di contenimento: taglio del 10% al budget operativo, licenziamenti e vendita di proprietà per reperire fondi destinati ai pagamenti.
Hicks verrà insediato il 6 febbraio, secondo una nota dell'Arcidiocesi. Nel frattempo Dolan resterà alla guida in forma temporanea.
Un profilo “riformista” in una Chiesa americana polarizzata
Gibson descrive Hicks come un “midwesterner dai toni pacati” che abbraccia la linea riformatrice di Papa Francesco ed è stimato “attraverso le divisioni” di una Chiesa sempre più polarizzata. Francesco, morto in aprile dopo 12 anni di pontificato, aveva spinto per una Chiesa più inclusiva e capace di ospitare sensibilità diverse, suscitando anche resistenze in ambito conservatore.
In una lettera pastorale di ottobre ai circa 520.000 cattolici della diocesi di Joliet, Hicks aveva evitato temi politici o dibattiti sulle riforme, invitando piuttosto a rafforzare la preghiera e a testimoniare la fede.
Dolan, al contrario, è considerato uno dei principali riferimenti conservatori tra i vescovi statunitensi. Ha gioito per il nuovo insediamento di Trump alla Casa Bianca, ed è noto per la visibilità mediatica: ospite frequente di Fox & Friends e conduttore di un programma settimanale su SiriusXM, The Catholic Channel. Ha inoltre elogiato l'attivista di destra Charlie Kirk come un “moderno San Paolo”, provocando critiche da parte di diversi cattolici.
Con l'arrivo di Hicks, New York si prepara dunque a un passaggio di consegne che intreccia pastorale, gestione di una crisi finanziaria e giudiziaria complessa e, soprattutto, il tentativo di ridisegnare gli equilibri della Chiesa americana in una stagione di forti contrapposizioni.


