Anche il Financial Times in un lungo reportage da Roma da parte dei giornalisti Ian Smith da Londra Leila Abboud da Parigi e dal corrispondente del giornale finanziario inglese Army Kazmin, promuove a pieni voti il debito pubblico italiano. E lo fa mettendo a paragone i titoli italiani  con quelli francesi, i cui rendimenti sono ormai vicinissimi a quelli italiani. I tassi dei titoli di Stato francesi a 10 anni hanno superato il 3% nell’ultimo anno, a causa di mesi di instabilità politica e delle preoccupazioni per le finanze pubbliche. Questo ha portato i costi di indebitamento di riferimento della Francia a soli 0,14 punti percentuali in meno rispetto a quelli dell'Italia, “i cui rendimenti obbligazionari sono stati spinti al ribasso dalla dimostrazione di prudenza fiscale dell'amministrazione di Giorgia Meloni che ha conquistato gli investitori.”

 È la variazione dei livelli di debito che conta: la Francia continua a registrare ingenti deficit di bilancio e rappresenta un rischio di credito in peggioramento", ha affermato Mike Riddell, gestore di fondi presso Fidelity International. "L'Italia sta gestendo la situazione in modo più rigoroso e viene premiata per questo". Alcuni titoli di debito francese a breve termine sono già stati scambiati allo stesso livello dei titoli italiani nelle ultime settimane.

Il mese scorso, il Primo Ministro francese François Bayrou ha presentato un pacchetto di misure fiscali per il 2026, che prevede 44 miliardi di euro di aumenti delle tasse e tagli alla spesa. Lo ha definito un "momento della verità", progettato per evitare una crisi del debito simile a quella vissuta dalla Grecia nel decennio fino al 2018. Privo della maggioranza in Parlamento, tuttavia, Bayrou farà fatica ad approvare il pacchetto e rischia di essere rovesciato dall'opposizione. 

In  Italia, invece, racconta la Bibbia finanziaria europea, la coalizione tripartita di destra di Meloni ha portato a un raro periodo di stabilità politica e ha calmato i mercati obbligazionari inizialmente nervosi con la sua politica di contenimento fiscale. Due anni fa, ad esempio, ha iniziato a eliminare gradualmente un controverso programma di "superbonus" che garantiva ai proprietari di case il 110% del costo delle ristrutturazioni per l'efficienza energetica ed è costato all'erario pubblico oltre 200 miliardi di euro. “Giancarlo Giorgetti, il ministro delle Finanze di Meloni, si è impegnato a ridurre, il deficit di bilancio, che era pari al 4,3% del PIL nel 2024 e dovrebbe scendere al 2,8% l'anno prossimo. Questo lo porterebbe al di sotto del limite massimo del 3% imposto dall'UE, consentendo all'Italia di uscire dalle procedure per deficit eccessivo.” Scrive il Ft. 

 “Un’inversione di rotta storica – osserva il senatore di Fratelli d’Italia Matteo Gelmetti – frutto di scelte responsabili, coerenza e serietà nella gestione dei conti da parte del Governo Meloni. Eppure, invece di gioire per il fatto che l’Italia guadagni fiducia e stabilità internazionale, nel PD sembra prevalere la nostalgia per i tempi in cui la Francia era irraggiungibile e l’Italia veniva dipinta come l’anello debole. Per Gelmetti,  «il Paese cresce in credibilità, lo spread con la Francia è ai minimi storici, ma per qualcuno – a sinistra – è più facile dispiacersi per i problemi altrui che riconoscere i risultati dell’Italia».