Nelle ultime ore del 23 ottobre 2026, i sismografi dell'INGV hanno registrato un'intensa attività sismica nei mari del Sud Italia.
L'evento principale è stato un terremoto di magnitudo 5.0 nel Mar Tirreno, localizzato a nord-ovest dell'isola di Alicudi (isole Eolie). La scossa fa parte di un vero e proprio "sciame sismico" sottomarino.
Il blog Demata ha pubblicato un accurato scenario geologico, questa è la sintesi.
🗺️ Cosa sta succedendo sotto il mare?
L'Italia meridionale si trova sopra un "incrocio" geologico molto turbolento, dove la placca africana e quella eurasiatica si scontrano. Questo scontro si manifesta in due modi:
Nel Tirreno: La crosta terrestre si sta allungando e assottigliando, creando fratture che generano scosse più vicine alla superficie.
Nello Ionio: Il fondale marino sprofonda lentamente sotto il Tirreno. Questo movimento genera terremoti a profondità enormi (fino a oltre 280 km). Data la profondità, queste scosse non fanno danni in superficie, ma indicano che il "motore" della Terra è attivo.
🌋 La situazione di vulcani e altre aree
L'articolo fa chiarezza sulla situazione dei vulcani e dei mari vicini:
Alicudi: Il vulcano dell'isola è estinto da decine di migliaia di anni. Il terremoto è dovuto solo al movimento delle faglie e non a un risveglio del vulcano.
Stromboli e Vulcano: Le scosse sono troppo lontane per scatenare eruzioni.
Etna: Ha registrato scosse (fino a magnitudo 3.8), ma sono dovute a dinamiche locali, come la spinta del magma e lo scivolamento naturale dei suoi fianchi verso il mare.
Marsili (il grande vulcano sommerso): Non è stato registrato alcun terremoto sopra o vicino a esso.
Campi Flegrei: Continuano la loro normale e lieve attività legata al bradisismo.
🔮 Cosa dobbiamo aspettarci?
Sono tre i possibili scenari per i prossimi giorni:
Scenario più probabile: Ci saranno molte repliche più piccole (tra magnitudo 2.0 e 4.0) che diminuiranno gradualmente in poche settimane.
Scenario moderato: L'energia potrebbe rilasciarsi a piccoli blocchi, quindi non si escludono altre scosse forti (tra magnitudo 4.0 e 5.0) prima che la situazione torni alla normalità.
Scenario meno probabile: L'energia potrebbe spostarsi verso altre isole vicine (come Filicudi o Lipari), attivando altre faglie.
In conclusione: Non c'è da allarmarsi. Questi terremoti sono il normale "respiro" geologico del Mediterraneo, dove la Terra rilascia l'energia accumulata dallo scontro tra i continenti.
Per le mappe e gli scenari approfonditi consultare Demata

