*_©Angelo Antonio Messina
Il Museo Civico San Domenico di Forlì "Ospita" un evento culturale di straordinaria rilevanza: la grande mostra “BAROCCO. Il Gran Teatro delle Idee”, in programma dal 21 febbraio al 28 giugno 2026. Questa esposizione, che riunisce circa 200 capolavori, rappresenta un’occasione unica per immergersi nell’universo complesso e affascinante del Barocco, dialogando con la sua eco nel Novecento. Analizzare questa iniziativa significa esplorare non solo un periodo artistico ricco di contraddizioni e di energia vitale, ma anche il modo in cui l’arte del Seicento continua a risuonare nelle trame più intime della modernità.
Il Barocco è stato definito “il gran teatro delle idee” non a caso: esso incarna una tensione incessante tra forma e sregolatezza, ordine e caos, luce e ombra, che si manifesta nella molteplicità dei linguaggi espressivi – dalla pittura all’architettura, dalla scultura alla letteratura. Questa inquietudine formale riflette a sua volta un profondo turbamento esistenziale, una sorta di naufragio dei sensi e delle certezze, ma anche un’esaltazione della vita come festa e dramma. Nel contesto storico del Seicento, epoca di grandi rivoluzioni scientifiche e di crisi spirituali, il Barocco si propone come il teatro dell’esistenza, in cui il potere politico e religioso si serve dell’arte per comunicare un messaggio di forza, mistero e seduzione.

La mostra di Forlì si distingue per l’ambizione di restituire una visione complessiva della cultura barocca, articolata secondo un percorso tematico e cronologico che parte dalle radici ellenistiche e dal tardo manierismo per giungere ai protagonisti assoluti della stagione romana: Bernini, Borromini, Pietro da Cortona, Caravaggio e Guido Reni, tra gli altri. La selezione delle opere è rigorosa e sapientemente curata, grazie all’impegno congiunto di importanti storici dell’arte come Cristina Acidini, Daniele Benati, Enrico Colle e Fernando Mazzocca. La curatela mostra una sensibilità raffinata nel cogliere i molteplici aspetti del Barocco, sia nella sua dimensione estetica che in quella culturale e politica.

Uno degli elementi più riusciti di questa esposizione è il tentativo di ricostruire il ruolo centrale di Roma come epicentro del Barocco: la città eterna diventa il fulcro di un racconto che attraversa le corti europee e segue la diffusione di un linguaggio artistico che si adatta ai mutamenti del potere e delle committenze. L’attenzione alle strategie simboliche e propagandistiche messe in atto dagli artisti mette in luce la capacità del Barocco di essere una forma d’arte totalizzante, che investe lo spazio pubblico e privato, il reale e l’immaginario.

La mostra raggiunge un’ulteriore profondità accostando il Barocco seicentesco alle risonanze novecentesche, un dialogo sorprendente che apre nuove chiavi di lettura. Le opere di artisti moderni e contemporanei come Francis Bacon, Giorgio de Chirico, Lucio Fontana e Umberto Boccioni testimoniano come quell’inquietudine formale ed esistenziale non sia affatto superata, ma anzi viva e si trasformi in nuove espressioni artistiche. Questo confronto tra epoche lontane ma intimamente connesse suggerisce una continuità nella ricerca artistica e umana che trascende il tempo, conferendo al Barocco un’attualità inattesa e vibrante.
Dal punto di vista tecnico e museografico, la scelta di articolare il percorso espositivo in dieci sezioni, disposte negli spazi del Museo Civico San Domenico, si rivela particolarmente efficace. Il visitatore viene guidato attraverso un viaggio che spalanca finestre su contesti diversi, dall’antico al moderno, in un crescendo di emozioni e riflessioni. La presenza di capolavori provenienti da istituzioni prestigiose come l’Albertina di Vienna, il Prado di Madrid, i Musei Vaticani e le Gallerie degli Uffizi arricchisce ulteriormente l’esperienza, conferendo all’evento un respiro internazionale e una qualità insuperabile.
Tuttavia, questa grande esposizione non si limita a celebrare la magnificenza del Barocco come fenomeno artistico e culturale, ma invita anche a riflettere sulle implicazioni più profonde di un’arte che nasce da una crisi e da uno slancio vitale, da un conflitto tra ragione ed emozione, tra controllo e abbandono. In un’epoca come la nostra, segnata da incertezze e da rapide trasformazioni, questa mostra può diventare uno specchio attraverso cui riconoscere le proprie inquietudini e le proprie speranze.

Il valore emotivo e sentimentale della rassegna emerge chiaramente dal linguaggio stesso con cui la si presenta: termini come “febbre vivificante”, “naufragio dei sensi”, “esaltazione della festa”, “teatro dell’esistenza” evocano un’atmosfera carica di passione e di partecipazione. Il Barocco non è dunque solo una stagione storica o uno stile artistico, ma un’esperienza sensoriale e intellettuale che scuote e coinvolge, che anima ogni gesto e ogni forma con un’intensità irripetibile.
“BAROCCO. Il Gran Teatro delle Idee” è molto più di una semplice mostra d’arte: è un viaggio emozionante attraverso due epoche che, pur distanti nel tempo, si parlano e si rispecchiano nei loro tormenti e nelle loro luci. Il Museo Civico San Domenico di Forlì offre così al pubblico un’occasione rara di confronto culturale e di arricchimento personale, in un’atmosfera che sa essere allo stesso tempo storica e popolare, colta e appassionata. Questa esposizione si annuncia come un trionfo dell’arte e della sua capacità di parlare all’anima, un invito ad abbracciare il gran teatro delle idee e a lasciarsi trasportare da quel ritmo alternato e quella forma inquieta che sono la cifra indelebile del Barocco.
Con la direzione di Gianfranco Brunelli
A cura di Cristina Acidini, Daniele Benati, Enrico Colle,
Andreas Dehmer, Fernando Mazzocca e Francesco Petrucci
21 febbraio – 28 giugno 2026
Museo Civico San Domenico, Forlì
www.mostremuseisandomenico.it
*_©Angelo Antonio Messina

