Esteri

A differenza dell'Italia di Meloni la Spagna di Sánchez si attiva per sanzionare Israele di cui ha chiesto anche l'esclusione dalle competizioni sportive

Il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez ha chiesto l'esclusione di Israele dalle competizioni sportive internazionali a causa delle sue azioni nella Striscia di Gaza. «Israele non può continuare a usare alcuna piattaforma internazionale per ripulirsi l'immagine», ha detto rivolgendosi ai rappresentanti del suo partito, il PSOE, equiparando di fatto il trattamento a quello riservato alla Russia dopo l'invasione dell'Ucraina nel 2022.

La presa di posizione è arrivata dopo le proteste di massa a Madrid che hanno costretto gli organizzatori a cancellare l'ultima tappa della Vuelta a España, dove era presente una squadra israeliana. Il ministero dell'Interno ha parlato di circa 100.000 manifestanti. Il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa'ar ha definito Sánchez «una vergogna» e lo ha accusato di aver istigato le proteste. Accusa che, vista l'origine, equivale ad una medaglia per il premier spagnolo.

A Madrid sono stati diversi i ministri che hanno sostenuto la mobilitazione. Óscar López, ministro per la Trasformazione digitale, ha parlato senza mezzi termini: «È un sollievo che migliaia e migliaia di persone si mobilitino contro quel genocidio, perché è genocidio e non ha altro nome», mentre il genocidario Stato ebraico giustifica i propri crimini efferati come misure di autodifesa!

Il ministro della Cultura Ernest Urtasun ha chiesto che Israele non partecipi alla prossima edizione dell'Eurovision Song Contest, ripetendo un appello già avanzato da Sánchez. Alcune emittenti pubbliche europee — tra cui Irlanda e Paesi Bassi — hanno già annunciato che non parteciperanno qualora il rappresentante di Israele fosse incluso, citando le «atroci» perdite di vite umane e la sofferenza a Gaza.

Il rapporto tra Spagna e Israele è teso dal 2023, quando Sánchez ha manifestato preoccupazione per le vittime civili e alcuni esponenti del suo governo hanno parlato di sospendere le relazioni diplomatiche. Nel 2024 la Spagna ha riconosciuto lo Stato palestinese insieme a Norvegia e Irlanda; negli ultimi giorni Sánchez ha accusato apertamente Israele di genocidio e ha annunciato misure punitive, tra cui un embargo sulle armi.

Si tratta dell'annullamento di  un grande contratto con la società israeliana Elbit per sistemi d'artiglieria PULS: l'operazione avrebbe avuto un valore complessivo stimato intorno ai 700 milioni di euro, di cui circa 150 milioni destinati a Elbit. A giugno il Ministero della Difesa spagnolo aveva sospeso anche l'acquisto di missili Spike LR2 da Rafael per circa 285 milioni di euro. Secondo l'agenzia EFE, l'obiettivo dichiarato è «azzerare la dipendenza tecnologica da Israele».


Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha ammesso — in merito allo stato delle relazioni internazionali — che Israele si trova ora in una situazione politica complessa con la comunità internazionale e che sarà necessario «adattarsi a un'economia con caratteristiche autarchiche», prevedendo possibili ostacoli nei rapporti commerciali.


Queste le misure approvate dal Consiglio dei ministri spagnolo appena una settimana fa contro il genocidio a Gaza e a sostegno della popolazione palestinese:

  • L'approvazione urgente di un decreto legge reale che consolidi giuridicamente l'embargo sulle armi nei confronti di Israele, in vigore dall'ottobre 2023.
  • L'estensione del diniego di autorizzazione al transito nei porti spagnoli alle navi che trasportano carburante utilizzate dalle forze armate israeliane.
  • Il rifiuto dell'autorizzazione all'ingresso nello spazio aereo spagnolo a tutti gli aeromobili che trasportano equipaggiamento militare destinato a Israele.
  • Il divieto di accesso al territorio spagnolo per tutte le persone direttamente coinvolte in genocidi, violazioni dei diritti umani e crimini di guerra sarà incluso anche nel Sistema Informativo Schengen. Il ministro ha citato l'inclusione del Ministro della Sicurezza Nazionale israeliano Itamar Ben-Gvir e del Ministro delle Finanze Bezalel Smotrich nell'elenco ufficiale delle persone sanzionate.
  • Divieto di importazione di prodotti provenienti dagli insediamenti illegali nei territori palestinesi occupati.
  • Limitare i servizi consolari forniti ai cittadini spagnoli residenti negli insediamenti illegali israeliani al minimo di assistenza legalmente richiesto.
  • Rafforzare il sostegno finanziario del governo spagnolo all'Autorità Palestinese e avviare nuovi progetti di collaborazione.
  • Aumento degli aiuti umanitari e della cooperazione per Gaza, che raggiungeranno i 150 milioni di euro entro la fine dell'anno.
  • Un aumento del contributo spagnolo all'Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l'occupazione dei rifugiati palestinesi (UNRWA) con altri 10 milioni di euro, specificamente destinati agli aiuti alla popolazione di Gaza, che si aggiungono agli importi già triplicati dal governo.
     

José Manuel Albares ha sottolineato che "si tratta di nove misure urgenti che dimostrano l'impegno del Governo per la pace e rispondono al sentimento della stragrande maggioranza del popolo spagnolo contro la guerra, contro la violenza inaccettabile e contro la carestia a cui civili, donne, ragazze e bambini sono ingiustamente sottoposti nel XXI secolo".

"Queste misure non sono contro il popolo di Israele, ma a favore della pace, dei diritti umani, della pace e della sicurezza per tutti in Medio Oriente, compreso il popolo di Israele. Abbiamo sempre difeso il diritto del popolo di Israele a uno Stato e alla sicurezza, ma il popolo palestinese ha esattamente lo stesso diritto", ha aggiunto.

Il ministro ha ribadito che "la Spagna è fermamente impegnata a favore della pace, dei diritti umani e del diritto internazionale a Gaza e in Cisgiordania". Ha inoltre osservato che il governo ha condannato fin dall'inizio "il terribile attacco" perpetrato dall'organizzazione terroristica Hamas il 7 ottobre 2023, nei pressi del confine di Gaza, e ha costantemente chiesto il rilascio incondizionato di tutti gli ostaggi.

Albares ha sostenuto che la Spagna ha guidato il riconoscimento internazionale dello Stato di Palestina, a cui ora si stanno unendo altri Paesi, nonché l'attuazione della soluzione dei due Stati. A questo proposito, il ministro ha esaminato le misure attuate dall'Esecutivo negli ultimi anni per sollecitare la fine della violenza e sostenere la popolazione civile.

Autore Giuseppe Ballerini
Categoria Esteri
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