Cos'è l'IDISE e cosa misura
L'IDISE — Indice di Disagio Socio-Economico di individui e famiglie a livello sub-comunale — è un nuovo indicatore sperimentale ideato da ISTAT per misurare con grande dettaglio le condizioni di disagio all'interno dei comuni. Il concetto di “disagio socio-economico” viene definito come la condizione in cui “gli individui sperimentano difficoltà a soddisfare adeguatamente le loro necessità di base a causa della carenza o insufficienza delle risorse e delle opportunità di tipo sociale, economico, lavorativo ed educativo.”
L'indice è “composito”: è costruito combinando nove indicatori elementari che rappresentano le dimensioni economica, occupazione, istruzione e altre variabili sociali rilevanti. La metodologia usata è l'Adjusted Mazziotta–Pareto Index, con la media comunale fissata come base (valore 100). Questo significa che i valori IDISE hanno significato solo all'interno dello stesso comune: servono a confrontare le aree interne di un comune, non territori di comuni diversi.
Quali comuni copre la sperimentazione
I risultati 2021 sono disponibili per 27 comuni italiani: tra questi figurano grandi città come Milano, Roma, Torino, Napoli, Bologna, Firenze, Genova, ma anche città medio-piccole come Carpi, Olbia, Gorizia, Reggio di Calabria, e molte altre.
L'analisi considera le “sezioni di censimento 2021” relative a centro abitato con edifici prevalentemente residenziali, e distingue due livelli territoriali:
- Aree Sub-Comunali (ASC) — cioè partizioni amministrative o toponomastiche definite per il singolo comune.
- Aree di Disagio Urbano (ADU) — formate aggregando sezioni di censimento contigue ed omogenee rispetto ai valori IDISE.
Per ciascun comune viene rilasciato un pacchetto di dati (file .xlsx) con: valori IDISE, indicatori elementari, indicatori di contesto socio-demografico, distinti per ASC e ADU.
Inoltre, sono disponibili mappe interattive — utili per visualizzare aree più o meno disagiate all'interno del territorio comunale.

Perché è importante: vantaggi e limiti
L'approccio consente di andare oltre la scala comunale tradizionale, identificando micro-aree all'interno delle città dove il disagio è più acuto. Questo è fondamentale per politiche di intervento mirate (sociali, educative, abitative, ecc.).
Grazie alla combinazione di dati censuari e amministrativi, l'indice offre una visione multidimensionale: non solo reddito o povertà relativa, ma anche opportunità di istruzione, lavoro, condizioni abitative.
Le mappe e le aree ADU facilitano l'individuazione spazialmente precisa di zone vulnerabili — un supporto concreto per amministrazioni locali, servizi sociali, politiche urbane.
Poiché l'indice è definito su base comunale, non è pensato per confronti tra comuni diversi. Non si può quindi dire che “Torino sia più disagiata di Napoli” semplicemente guardando l'IDISE.
È una prima sperimentazione: l'uso per soli 27 comuni e in un anno (2021) significa che molti territori non sono ancora coperti.
Come ogni indicatore composito: il valore finale dipende molto dalla selezione e dal peso degli indicatori elementari; interpretarlo richiede attenzione ai dettagli metodologici. ISTAT fornisce nota metodologica e metadata per questo.
Cosa significherà nei prossimi anni
L'ISTAT prevede di estendere l'uso di IDISE a un “insieme di comuni più ampio”, ampliando la copertura territoriale. Inoltre, l'indice sarà aggiornabile: questo significa che sarà possibile monitorare nel tempo come cambia il disagio nelle stesse aree — utile per valutare efficacia di politiche sociali e piani di rigenerazione urbana.
In futuro, con copertura più ampia e un uso consolidato, IDISE potrebbe diventare uno strumento chiave per delineare strategie di intervento a livello nazionale, regionale e locale: distribuzione dei servizi sociali, politiche abitative, inclusione educativa e lavorativa etc.
La pubblicazione dei dati per l'anno 2021 del nuovo indicatore IDISE rappresenta un passo importante: per la prima volta l'ISTAT offre una misura di disagio socio-economico molto disaggregata dentro i comuni. Pur con i limiti di una sperimentazione, l'approccio apre la strada a analisi territoriali molto più precise e — potenzialmente — a interventi sociali e urbanistici più mirati ed efficaci.
Riferimenti e dati
- Nota informativa: www.istat.it/comunicato-stampa/dati-disagio-socio-economico-livello-sub-comunale-idise-anno-2021/
- Nota metodologica: www.istat.it/wp-content/uploads/2025/12/nota-metodologica-disagio-2021.pdf
- Tracciato record dati sul disagio: www.istat.it/wp-content/uploads/2025/12/Tracciato-record-dati-disagio.xlsx
- Indicatori del disagio per comune: www.istat.it/wp-content/uploads/2025/12/Indicatori-disafio-2021-comune.xlsx


