Salute

Il mistero del “miele dello sballo”: il caso del 17enne di Napoli accende i riflettori sulla droga Wax


Un ragazzo di 17 anni lotta tra la vita e la morte dopo aver assunto una sostanza conosciuta sul web come “miele dello sballo”. La vicenda è avvenuta nel Napoletano, dove il giovane, insieme a due amici di 19 e 22 anni, avrebbe consumato una piccola quantità di un composto gelatinoso acquistato online. Poco dopo l'assunzione, tutti e tre si sono sentiti male. Il minorenne ha sviluppato una grave crisi respiratoria ed è stato trasferito in rianimazione in prognosi riservata, mentre gli altri due ragazzi sono stati dimessi dopo le cure del caso. Dai primi accertamenti il contenuto del vasetto sequestrato è risultato positivo ai cannabinoidi.

La sostanza al centro dell'episodio è chiamata Wax, ma è nota anche come Honey Oil, Budder, Crumble o BHO. A prima vista ricorda il miele per il colore ambrato e la consistenza viscosa, da cui deriva il soprannome con cui viene pubblicizzata negli ambienti giovanili e in alcuni canali online. In realtà si tratta di un concentrato di cannabis ad altissima potenza.

Molti pensano che sia una droga comparsa da poco, ma la sua storia è più lunga di quanto si immagini. Gli estratti concentrati della cannabis esistono da decenni, anche se la diffusione moderna della Wax è iniziata soprattutto negli Stati Uniti tra la fine degli anni Duemila e i primi anni Dieci. Con l'espansione del mercato della cannabis in Nord America sono state sviluppate tecniche di estrazione sempre più sofisticate, capaci di produrre concentrati con livelli di THC impensabili fino a pochi anni prima.

La differenza rispetto alla marijuana tradizionale è enorme. Una normale infiorescenza può contenere percentuali di THC che generalmente variano tra il 10 e il 30 per cento. Nella Wax le concentrazioni possono superare il 70-80 per cento. Questo significa che una quantità molto piccola può produrre effetti estremamente intensi.

Per ottenere questo concentrato viene spesso utilizzato il butano come solvente. Il gas estrae i cannabinoidi dalla pianta e successivamente dovrebbe essere eliminato durante la lavorazione. Quando però il processo avviene in maniera artigianale o clandestina possono rimanere residui chimici indesiderati. È uno dei motivi per cui gli esperti guardano con preoccupazione a questi prodotti, soprattutto quando vengono acquistati da fonti non controllate.

Chi la consuma cerca generalmente effetti più forti e immediati rispetto alla cannabis comune. Vengono ricercate euforia, rilassamento, alterazione della percezione, sensazioni di benessere e uno stato di intensa distensione mentale. Il problema è che il passaggio dall'effetto desiderato all'intossicazione può essere molto rapido.

I sintomi più frequenti comprendono tachicardia, vertigini, ansia intensa, attacchi di panico, nausea, vomito e perdita della coordinazione. Nei casi più seri possono comparire allucinazioni, deliri paranoici, stati psicotici, perdita di coscienza e gravi alterazioni del comportamento. Il caso del giovane napoletano ha attirato particolare attenzione perché il quadro clinico è stato caratterizzato da una crisi respiratoria severa, una manifestazione che richiede ulteriori approfondimenti tossicologici per capire se oltre al THC fossero presenti altre sostanze o contaminanti.

Negli Stati Uniti e in Canada la Wax è ormai conosciuta da anni e rappresenta una quota significativa del mercato dei derivati della cannabis. In Europa la diffusione è più recente ma in crescita. Anche in Italia, sebbene resti meno diffusa della marijuana tradizionale, il numero di sequestri e le segnalazioni delle forze dell'ordine indicano un interesse crescente, soprattutto tra i giovani attratti dalla promessa di effetti molto più potenti.

La vicenda di Napoli ha riportato al centro dell'attenzione un fenomeno che fino a poco tempo fa era noto quasi esclusivamente agli addetti ai lavori. Dietro un nome apparentemente innocuo come “miele dello sballo” si nasconde infatti un concentrato estremamente potente, la cui reale composizione spesso rimane sconosciuta a chi lo acquista. Ed è proprio questa imprevedibilità, unita all'elevata concentrazione di principio attivo, a renderlo uno dei prodotti più discussi e preoccupanti del panorama delle nuove sostanze psicoattive.

Autore Infermieri Autonomi
Categoria Salute
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