È nella suggestiva cornice del Teatro Regio di Parma che è stato svelato il calendario della Serie A 2025/2026, con l’eleganza di una première d’opera e la solennità di un evento che segna, ogni anno, l’inizio di una lunga e appassionante maratona sportiva. Si partirà il 24 agosto p.v. e si arriverà al traguardo il 24 maggio: nove mesi di calcio, emozioni, polemiche e - si spera - anche bel gioco.
Il format resta invariato: 38 giornate, quattro soste dedicate agli impegni delle nazionali, turni infrasettimanali, lotte per il vertice e per la salvezza, con i riflettori sempre più puntati su uno spettacolo che - tra VAR, social, diritti TV e discussioni infinite - resta ancora in grado di catturare milioni di tifosi ogni settimana.
Ma a margine dell’entusiasmo per una nuova stagione che si apre, torna puntuale anche un vecchio rammarico, divenuto ormai cronico: quello della progressiva marginalizzazione dei talenti italiani. Gli ultimi dati parlano chiaro. La presenza di giocatori stranieri nelle rose di Serie A ha raggiunto livelli mai visti prima, non solo tra gli undici titolari, ma anche in panchina, relegando i nostri giovani a un ruolo sempre più marginale.
Il problema non è la qualità degli stranieri: molti di loro alzano il livello tecnico del campionato e rappresentano un valore aggiunto in termini di esperienza e spettacolo. Il problema è la mancanza di equilibrio. In Serie A - ma in Serie B pure - non si fa più scouting per crescere in casa il nuovo Totti o il nuovo Del Piero: si pesca all’estero, spesso anche in modo compulsivo, alla ricerca dell’affare low cost o del talento esotico da rivendere. I vivai languono, le seconde squadre stentano a decollare, e i giovani italiani, troppo spesso, sono costretti a emigrare all’estero per trovare spazio e minuti.
E così, mentre le squadre di club cercano il successo immediato, la Nazionale paga dazio. Il Commissario Tecnico si ritrova ogni anno con un bacino sempre più ristretto da cui attingere, costretto a convocare chi gioca col contagocce o a rischiare scommesse azzardate. E se poi l’Italia arranca nei tornei internazionali, la colpa diventa di chi siede in panchina, senza che si guardi al problema strutturale che parte proprio da casa nostra.
Comunque, questa Serie A si preannuncia avvincente. Ci saranno sfide epiche, sorprese e - speriamo - una lotta scudetto più incerta che mai. Ma resta l’augurio che, accanto al grande calcio, si faccia spazio anche un progetto più ampio e responsabile, capace di restituire centralità ai nostri vivai e di riaccendere il sogno dei ragazzi italiani che vogliono diventare i campioni di domani. Perché senza futuro, anche il presente rischia di perdere valore.
Ora, però, godiamoci il campionato. Ecco il calendario delle prime giornate:


