Economia

Quando i diamanti non sono per sempre: le donne guidano la nuova gestione del patrimonio

  • Cresce il ruolo femminile nella gestione degli asset ereditati e nella trasformazione dei beni di lusso in valore economico attivo
  • Dall'Osservatorio Auctentic: la componente femminile vale oggi il 50% delle transazioni di diamanti e asset di lusso pre-owned, con una crescita del 30% negli ultimi due anni.

Cresce in Italia e a livello internazionale il ruolo delle donne nella gestione attiva del patrimonio familiare. Secondo l'osservatorio di Auctentic, private advisory house specializzata nella valutazione di asset di lusso, gemme diamanti e orologi di lusso con un network globale di oltre 2000 intermediari specializzati, questo fenomeno è strettamente legato a un cambiamento strutturale più ampio: la progressiva consapevolezza del valore economico reale dei beni di lusso ereditati — in particolare gioielli, diamanti e orologi — storicamente percepiti come beni affettivi più che come asset patrimoniali.

Nei cassetti e nelle cassette di sicurezza delle famiglie italiane riposano preziosi per un valore stimato superiore ai 150 miliardi di euro, in larga parte mai inseriti in percorsi di valorizzazione strutturata. Un patrimonio invisibile che sta iniziando a muoversi — e a farlo sono sempre più le donne.

I dati: +30% nelle transazioni femminili

I numeri interni di Auctentic raccontano una trasformazione silenziosa ma significativa: le donne rappresentano oggi circa il 50% dei clienti che completano transazioni sulla piattaforma, e negli ultimi due anni le vendite effettuate da clientela femminile sono cresciute del 30%, superando la media del mercato. In parallelo, il valore medio delle singole transazioni è in aumento, segnale di un approccio sempre più strategico e consapevole.

"Stiamo assistendo a qualcosa che va ben oltre una tendenza di mercato," dichiara Dov Alter, CEO e cofondatore di Auctentic. "Le donne che si rivolgono a noi non stanno semplicemente vendendo un gioiello: stanno prendendo in mano una decisione patrimoniale che spesso hanno rimandato per anni. Il fatto che rappresentino il 50% delle nostre transazioni e che questa componente sia cresciuta del 30% in due anni ci dice che qualcosa di strutturale sta cambiando nel rapporto tra le donne italiane e la gestione della ricchezza ereditata."

Per la nuova generazione di donne italiane, tra i 50 e i 60 anni, i gioielli ereditati dalle madri hanno rappresentato a lungo solo oggetti della memoria e dell’identità familiare, il cui valore economico era implicito e raramente discusso. In realtà, si tratta di asset reali, liquidi e trasferibili, che possono essere valorizzati senza la complessità gestionale di altri strumenti patrimoniali.

Dal punto di vista fiscale, questi beni sono trattati come mobili e, nella maggior parte delle successioni ordinarie tra parenti diretti, non generano impatti fiscali significativi. Questo li rende un’opportunità unica: il loro valore inespresso può essere scoperto e realizzato, consentendo alle donne, storicamente le principali destinatarie di questi beni, di assumere un ruolo centrale nella gestione del patrimonio familiare e di esercitare autonomia economica concreta, trasformando un’eredità dormiente in un’opportunità di scelta e pianificazione personale.


Dal patrimonio custodito al patrimonio attivato

Il fenomeno si inserisce in un contesto globale di profonda trasformazione della wealth ownership femminile. Le donne rappresentano già il 75,3% del mercato globale della fine jewelry (Market Data Forecast, 2026) e, secondo le stime di Citizens Bank, entro il 2030 controlleranno circa 34 trilioni di dollari di asset investibili a livello globale. Il mercato della rivendita di gioielli usati, oggi valutato 2,7 miliardi di dollari, è previsto crescere fino a 6,76 miliardi entro il 2035, con un tasso annuo composto del 10,5%.

In questo scenario, la decisione di valorizzare o cedere un gioiello ereditato non è più solo un atto emotivo: è sempre più spesso un momento di autonomia finanziaria, in cui memoria familiare e pianificazione patrimoniale si intrecciano. Secondo ricerche internazionali, oltre l'80% delle donne con elevata disponibilità patrimoniale attribuisce un ruolo centrale al benessere emotivo nelle decisioni finanziarie (RBC Wealth Management, 2026) — a conferma della natura complessa e multidimensionale di questo processo.

"Quello che osserviamo ogni giorno," aggiunge Alter, "è che le donne arrivano da noi con una storia da raccontare — un anello della nonna, un orologio del padre, una collana che non si indossa più ma che non si sa come gestire. Il nostro lavoro è aiutarle a trasformare quella storia in una scelta consapevole, senza pressione e senza rinunciare al rispetto per il valore affettivo del bene. Ogni gemma ha una storia, e ogni storia merita di essere conosciuta e tutelata."

Autore giulia16
Categoria Economia
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