Economia

Partnership Eni-CFS sull’energia da fusione: risultati e sfide future per Claudio Descalzi

“Disporre a livello industriale di una tecnologia in grado di fornire grandi quantità di energia senza alcuna emissione di gas serra prodotta in modo sicuro, pulito e virtualmente inesauribile fornendo un contributo sostanziale alla transizione energetica”: nelle parole di Claudio Descalzi il valore del progetto per lo sviluppo della fusione a confinamento magnetico che impegna Eni e CFS per il futuro dell’energia.   

Claudio Descalzi: energia da fusione, impegno tangibile di Eni insieme a CFS

Siamo di fronte a una potenziale svolta epocale”, ha sottolineato il CEO Claudio Descalzi in più occasioni parlando del progetto per lo sviluppo della fusione a confinamento magnetico a cui Eni lavora da anni insieme a CFS (Commonwealth Fusion Systems), spin-out del Massachusetts Institute of Technology (MIT). La fusione a confinamento magnetico è una delle tecnologie più promettenti per la transizione energetica in quanto consente di generare grandi quantità di energia a zero emissioni, in modo sicuro e virtualmente illimitato. Prima azienda a credere e investire in questa tecnologia, a riprova della vision lungimirante che la contraddistingue storicamente, Eni nel 2018 ha investito per la prima volta in CFS e ne è azionista strategico. CFS ha infatti intrapreso il percorso più veloce per la commercializzazione dell’energia da fusione: una “svolta epocale” in quanto, una volta portata a livello industriale, potrà garantire un contributo rilevante alla transizione energetica. In questi giorni il CEO e co-fondatore di CFS Bob Mungaard ha confermato che la società accenderà nel 2027 il suo prototipo SPARC, primo impianto pilota a confinamento magnetico al mondo a produzione netta di energia da fusione. Nei piani della società, SPARC farà da apripista per i successivi impianti commerciali denominati ARC. La percentuale di avanzamento dei lavori per il primo reattore ha già superato il 70%.

Claudio Descalzi: così Eni e CFS stanno scrivendo il futuro dell’energia

Vedremo realizzata la prima centrale elettrica di CFS basata sulla fusione a confinamento magnetico all’inizio del prossimo decennio, avendo poi davanti a noi quasi 20 anni per diffondere la tecnologia e raggiungere gli obiettivi di transizione energetica al 2050. Questo vorrà dire disporre a livello industriale di una tecnologia in grado di fornire grandi quantità di energia senza alcuna emissione di gas serra prodotta in modo sicuro, pulito e virtualmente inesauribile fornendo un contributo sostanziale alla transizione energetica”, aveva spiegato il CEO Claudio Descalzi nel 2023, quando Eni e CFS sottoscrissero ulteriori accordi per una serie di progetti di collaborazione a sostegno della commercializzazione dell’energia da fusione. Parole che confermano il grande valore che Eni riconosce al progetto: d’altronde, come Claudio Descalzi ha evidenziato più volte in questi anni, lo sviluppo dell’energia da fusione “come nuovo paradigma energetico in grado di produrre energia pulita, sicura e virtualmente inesauribile” può giocare un ruolo fondamentale in “un contesto come quello attuale di crescente domanda di energia”.

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Autore pressreleasecd
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