Salute

68 anni fa moriva il Dott. Francesco La Cava medico scienziato umanista


Il Dott. Francesco La Cava il 25 maggio 1958, all'età di 81 anni, moriva a Roma per un collasso cardiaco nel seggio elettorale del suo quartiere, dove accompagnato dal figlio si era recato per compiere il suo dovere civico. Ricorre oggi il 68esimo anniversario delle morte; a quanto mi risulta (spero di sbagliarmi) dalle informazione rilevate nessuno ha ricordato questo grande uomo, né il Comune di Careri, né il Comune di Bovalino paese di adozione e nemmeno le scuole.

Ma chi era il dottor Francesco La Cava?

Primo di sei figli di una famiglia di proprietari terrieri, ricevette l'istruzione primaria dallo zio arciprete in Careri, che successivamente lo portò nel seminario di Geraci; in seguito frequentò il liceo Maurolico di Messina. Conseguita la maturità classica si iscrisse a medicina all'università di Napoli. Laureatosi con il massimo dei voti venne chiamato a collaborare come ricercatore a titolo gratuito dal prof Cardarelli, dovendo però rifiutare a causa delle difficili condizioni economiche della famiglia.

Svolse il servizio militare a Firenze in qualità di Ufficiale Medico nel corpo dei Bersaglieri, ritornando al termine in Calabria. Qui gli fu assegnata la condotta rurale a Bovalino Marina, dove conobbe e sposò Concettina Morisciano appartenente ad una nobile famiglia del luogo.

Nonostante il lavoro di medico condotto continuò gli studi scientifici, scoprendo che nella zona c'erano casi di malattie tropicali; non si limitò solo a curare queste malattie, ma riferì delle sue esperienze su riviste e congressi. Nel 1914 venne richiamato alle armi, prima, prestando servizio a Gerace e successivamente venne avviato al fronte; verso la fine del 1917 fu trasferito a Roma come direttore dell'ospedale Aurelio Saffi.

Una volta stabilitosi nella capitate portò a Roma la famiglia. Finito il periodo di servizio al Saffi fece parte della Commissione delle pensioni di guerra e nonostante la docenza universitaria e la conoscenza di personaggi illustri, rimase sempre una persona Umile e modesta. Fece amicizia con diversi corregionali.

Durante l'epidemia di spagnola si prodigò nella cura dei malati spesso senza compenso. Ha avuto come pazienti tra gli altri, Pietro Mascagni, Francesco Cilea, Vincenzo Gemito ed Ernesto Bonaiuti. Nonostante il lavoro di medico dimostrava un'eccezionale cultura umanistica ed artistica.

Durante una sua visita alla Cappella Sistina, scoprì che tra le pieghe della pelle di San Bartolomeo c'era il volto di Michelangelo, sfuggito per tanti secoli a studiosi di tutto il mondo.

Dal mese di novembre del 1958 le sue spoglie insieme a quelli della moglie riposano nel cimitero di Careri (RC), dove nacque e trascorse la giovinezza ed il Comune gli rese omaggio intitolando la Piazza Principale e la Scuola Media.

Autore Cesare Monteleone
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