A maggio l'economia italiana registra un nuovo rallentamento nel commercio estero. Le importazioni subiscono una flessione congiunturale marcata (-4,1%), più ampia rispetto a quella delle esportazioni (-2,3%). Su base mensile, il calo dell'export coinvolge sia l'Unione Europea (-1,7%) che i mercati extra UE (-3,1%), con un impatto maggiore su questi ultimi.


Nel trimestre marzo-maggio, rispetto al precedente, l'export si riduce del -1,2% e l'import del -0,7%.

In termini tendenziali, ossia rispetto a maggio 2024, l'export cala del -1,9% in valore e del 4,3% in volume. L'area extra UE è ancora una volta quella che pesa di più sul dato negativo (-4,6%), mentre l'UE fa segnare un lieve incremento (+0,7%).

Anche l'import segna una diminuzione su base annua (-1,7% in valore, -2,4% in volume), con cali più accentuati dai paesi extra UE (-3,4%) rispetto a quelli UE (-0,4%).


Settori in affanno e pochi in crescita

Il rallentamento dell'export è trasversale ai settori produttivi, ad eccezione di pochi comparti. Tra quelli più in difficoltà troviamo:

  • Computer, apparecchi elettronici e ottici: -15,9%
  • Articoli sportivi, giochi, strumenti musicali e medici, e altri prodotti n.c.a.: -15,1%
  • Macchinari e apparecchi n.c.a.: -4,1%

Le uniche voci in controtendenza sono:

  • Articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici: +39,0%
  • Prodotti alimentari, bevande e tabacco: +3,5%


Paesi di destinazione: crollo in Turchia e Cina, crescita in Spagna e Svizzera

Tra i mercati extra UE, le maggiori flessioni dell'export si registrano verso:

  • Turchia: -22,5%
  • Cina: -22,6%
  • Regno Unito: -7,4%
  • Paesi Bassi: -8,4%

Al contrario, crescono le esportazioni verso:

  • Spagna: +15,6%
  • Svizzera: +9,2%
  • Stati Uniti: +2,6%

Questi incrementi sono sostenuti principalmente dalla domanda di prodotti farmaceutici.


Gennaio-maggio 2025: export ancora positivo ma saldo in calo

Nonostante le difficoltà di maggio, nei primi cinque mesi dell'anno l'export italiano segna un aumento dell'1,6% rispetto allo stesso periodo del 2024. A trainare la crescita sono:

  • Farmaceutica: +38,8%
  • Alimentari, bevande e tabacco: +5,0%
  • Mezzi di trasporto (esclusi autoveicoli): +7,3%
  • Metalli di base e prodotti in metallo: +4,1%

Al contrario, le vendite all'estero crollano nei settori:

  • Coke e prodotti petroliferi raffinati: -26,1%
  • Autoveicoli: -11,7%

Il saldo commerciale complessivo si attesta a +6,163 miliardi di euro a maggio 2025, in calo rispetto ai +6,377 miliardi dello stesso mese del 2024. Il deficit energetico migliora (-3,458 miliardi contro -4,018 di un anno prima), ma l'avanzo nei prodotti non energetici scende a 9,621 miliardi (da 10,395).


Prezzi all'import in discesa

A maggio 2025, i prezzi all'importazione calano dell'1,4% su base mensile e del 3,0% su base annua, in forte peggioramento rispetto al -1,5% di aprile. Il ribasso è legato soprattutto alla contrazione dei prezzi dei prodotti energetici, sia nell'area euro che in quella non euro.



Il quadro del commercio estero a maggio 2025 è chiaramente negativo: la contrazione delle esportazioni è generalizzata e più severa nei confronti dei Paesi extra UE, mentre l'import mostra una dinamica ancora più debole. L'unico traino per l'export resta la farmaceutica, che non basta però a compensare le perdite negli altri settori. Anche il saldo commerciale, sebbene positivo, si sta assottigliando, segnale che la bilancia commerciale italiana sta entrando in una fase di maggiore fragilità.