Kimi Antonelli partirà dalla pole position del Gran Premio del Belgio grazie a uno straordinario giro in 1'44"361, il sesto della stagione che gli vale la prima casella davanti a Max Verstappen. Una prestazione di assoluto livello, quella del pilota Mercedes, che merita di essere riconosciuta. Allo stesso tempo, però, la Q3 di Spa-Francorchamps lascia un grande interrogativo: quale sarebbe stato il risultato finale se tutti i protagonisti avessero potuto completare l'ultimo tentativo?
La risposta non arriverà mai. Negli ultimi minuti della sessione, infatti, una bandiera gialla nel settore conclusivo ha costretto Charles Leclerc, Lewis Hamilton e George Russell ad abortire il giro decisivo. In Formula 1 il regolamento è chiaro: davanti a una bandiera gialla i piloti devono rallentare e non possono continuare a spingere. Il cronometro, di fatto, si è fermato in quell'istante, congelando una classifica che avrebbe potuto assumere un volto diverso.
Il dato più incoraggiante per la Ferrari era arrivato già nel primo tentativo della Q3. Charles Leclerc aveva infatti chiuso il suo giro con il secondo miglior tempo provvisorio, rimanendo molto vicino ad Antonelli e confermando quanto la SF-26 fosse competitiva sul tracciato belga... nonostante gli 8 decimi di ritardo per le rosse che Vasseur, ormai attore dell'anno, aveva pronosticato ad inizioi weekend!
Era un segnale importante. La Ferrari era pienamente inserita nella lotta per la pole. Come accade quasi sempre nelle qualifiche moderne, il secondo tentativo rappresentava l'occasione per cercare quei pochi centesimi che spesso fanno la differenza tra una seconda fila e una prima fila.
Quell'occasione, però, non c'è stata. La bandiera gialla, peraltro assurda visto che riguardava una Red Bull fermata alla fine della corsia di rientro ai box da dei commissari di pista, ha impedito a Leclerc di completare il giro, lasciandolo con il tempo del primo tentativo. Il quinto posto finale, a soli 24 millesimi da George Russell e meno di un decimo da Lando Norris, racconta quanto i valori fossero ravvicinati. Distacchi così contenuti rendono inevitabile il rammarico, perché bastava davvero poco per modificare sensibilmente la graduatoria.
Naturalmente nessuno può affermare che Leclerc avrebbe conquistato la pole position o superato Antonelli. Sarebbe una conclusione che i fatti non consentono. È però altrettanto evidente che il monegasco, così come Russell ed Hamilton, non ha avuto la possibilità di giocarsi fino in fondo le proprie carte nel momento decisivo della sessione.
Le indicazioni emerse nelle qualifiche non sono un episodio isolato. Fin dalle prove libere la Ferrari aveva mostrato una competitività incoraggiante, sia sul giro secco sia nel passo.
Hamilton, nonostante il violento incidente nelle FP3 che ha costretto la squadra a un intenso lavoro di riparazione, è riuscito comunque ad accedere alla Q3, dimostrando come la monoposto avesse il potenziale per inserirsi stabilmente nelle posizioni di vertice. Anche il britannico è stato però penalizzato dalla bandiera gialla nell'ultimo tentativo, così come Russell, privato della possibilità di migliorare il proprio riferimento.
Per questo motivo la fotografia finale della Q3 va letta tenendo conto di quanto accaduto negli ultimi minuti. Antonelli ha conquistato meritatamente la pole, Verstappen ha confermato una relativa competitività della Red Bull, visto che per ottenere il suo tempo è dovuto ricorrere solo alla scia fornitagli dal compagno di squadra che per motivi di update partirà ultimo, ma alle loro spalle il confronto è rimasto inevitabilmente incompleto.
Il risultato della qualifica, inoltre, non coincide con quello della griglia di partenza. Anche Lando Norris dovrà infatti scontare una penalità di dieci posizioni per il superamento del limite consentito di componenti della power unit, scivolando fuori dalle prime file. Oltre ad Isack Hadjar, Fernando Alonso e Lance Stroll saranno arretrati per penalità.
Leclerc e Hamilton guadagneranno quindi posizioni già prima dello spegnimento dei semafori, ritrovandosi in una situazione decisamente più favorevole rispetto a quella indicata dalla classifica ufficiale della Q3.
Se la qualifica lascia qualche rimpianto, offre anche motivi di ottimismo in vista della gara. La Ferrari ha dimostrato di poter stare nel gruppo di testa su un circuito tradizionalmente molto selettivo, dove efficienza aerodinamica, trazione e velocità di punta devono convivere in un equilibrio difficile da trovare.
Spa-Francorchamps è inoltre uno dei tracciati in cui il passo gara e la strategia possono ribaltare quanto visto sul giro secco. Le lunghe zone DRS, la variabilità delle condizioni meteo e l'usura degli pneumatici rendono la corsa molto meno prevedibile rispetto alle qualifiche.


