Il Ministero della Salute ha pubblicato il report annuale sulle coperture vaccinali in età pediatrica, che fotografa la situazione aggiornata al 31 dicembre 2024. Il quadro che emerge è di sostanziale stabilità rispetto all’anno precedente, con alcuni lievi miglioramenti, ma anche criticità persistenti che impediscono di raggiungere pienamente l’obiettivo raccomandato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).
Per limitare la circolazione di patogeni come poliovirus e morbillo e garantire l’immunità di popolazione, l’OMS indica come soglia minima una copertura del 95%. Nel 2024, tuttavia, questo valore non viene ancora raggiunto in modo uniforme.
Coorte 2022: sotto la soglia del 95%
Nei bambini nati nel 2022, la copertura vaccinale contro la polio – utilizzata come indicatore delle vaccinazioni contenute nell’esavalente – si attesta al 94,45%, mentre quella per il morbillo raggiunge il 94,77%. Si tratta di valori molto simili a quelli del 2023, con un lieve incremento per il morbillo, ma ancora insufficienti rispetto alla soglia OMS.
Undici Regioni e Province autonome superano il 95% per la polio, mentre due restano sotto il 90%. Per il morbillo, dieci Regioni superano il 95% e una sola scende sotto il 90%.
Segnali contrastanti arrivano dalle altre vaccinazioni: la copertura per la varicella sale al 93,87%, mentre quella per il meningococco B rimane bassa, al 79,44%. L’anti-pneumococcica scende al 90,05%, con una flessione di oltre un punto percentuale rispetto all’anno precedente. Particolarmente marcata è la riduzione della copertura per il meningococco C, che scende al 67,14%, a fronte però di un aumento di circa 15 punti percentuali per il meningococco ACYW coniugato.
Recuperi vaccinali: risultati migliori
I dati relativi ai recuperi vaccinali mostrano un quadro più positivo. Nei bambini nati nel 2021, valutati a 36 mesi, la copertura anti-polio sale al 95,15%, superando la soglia OMS, così come quelle per morbillo, parotite e rosolia, tutte in leggero aumento rispetto alla rilevazione a 24 mesi.
Anche per la coorte 2020, valutata a 48 mesi, le coperture per polio e morbillo si stabilizzano su valori superiori al 95%, confermando l’efficacia delle attività di recupero.
Età prescolare e scolare: coperture insufficienti
Diversa la situazione per le vaccinazioni somministrate in età prescolare e scolare. Nei bambini di 5-6 anni e in quelli di 8 anni, le coperture per la quarta dose di anti-polio e per la seconda dose di anti-morbillo si collocano tra l’84% e l’86%, in lieve calo rispetto all’anno precedente. Anche in queste fasce d’età l’obiettivo del 95% resta lontano.
Adolescenza: cali nei sedicenni, stabilità nei diciottenni
Tra gli adolescenti si osservano dinamiche differenziate. Nei sedicenni (coorte 2008) si registra una lieve ma diffusa diminuzione delle coperture vaccinali. Il calo è particolarmente evidente per la polio, che passa dal 69,48% del 2023 al 65,62% del 2024. Scendono anche le coperture per la rosolia, sia per la prima che per la seconda dose, e per il morbillo, la cui seconda dose si ferma al 90,85%.
Nei diciottenni (coorte 2006), invece, i valori risultano in linea con quelli dell’anno precedente, con un dato in controtendenza: la copertura contro la difterite cresce in modo significativo, passando dal 72,19% del 2023 al 76,69% nel 2024.
Forti differenze regionali
Come già osservato negli anni precedenti, il report evidenzia ampie disuguaglianze territoriali. A 24 mesi, la copertura anti-polio supera il 95% in undici Regioni e Province autonome, tra cui Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna. Al contrario, la Provincia autonoma di Bolzano e la Sicilia registrano valori nettamente inferiori, rispettivamente dell’87,11% e dell’85,13%.
Per il morbillo, le coperture regionali oscillano dall’87,98% della Sicilia al 98,11% del Molise. Differenze rilevanti si riscontrano anche nelle fasce di età prescolare e adolescenziale, confermando un’Italia a più velocità sul fronte delle vaccinazioni.
Un obiettivo ancora da raggiungere
In sintesi, il report 2024 descrive un sistema che regge, ma non accelera. Le coperture sono stabili, in alcuni casi in lieve miglioramento, ma restano troppo spesso sotto la soglia necessaria per garantire una reale immunità di popolazione. Le criticità sono particolarmente evidenti nei richiami vaccinali e tra gli adolescenti, oltre che in alcune aree del Paese. Un segnale chiaro che indica come il lavoro sulle vaccinazioni pediatriche non possa dirsi concluso.


