Matteo Salvini:
"Delinquenti quelli di Askatasuna: peggio di loro c’è solo chi li difende, coccola, giustifica o protegge. ...Solidarietà alle donne e agli uomini delle Forze dell’Ordine, avanti tutta con arresti, sgomberi e nuovo pacchetto sicurezza.
Immagini bestiali da Torino. Calci in faccia, pugni e sassi.
In tanti contro uno. Per questa gentaglia il carcere non basta, infami vigliacchi loro e chi li protegge. ...
I gravissimi scontri di Torino impongono alcune scelte: nessuna tolleranza con i violenti, subito il nuovo pacchetto sicurezza che prevede più tutele alle Forze dell’Ordine, e soprattutto l’obbligo di una cauzione per chi scende in piazza come proposto dalla Lega.
Manifestare è legittimo, sfasciare le città e picchiare poliziotti no!"

Giorgia Meloni: "Quanto accaduto oggi a Torino [sabato 31-01-'26, ndr], durante il corteo degli antagonisti contro lo sgombero dello stabile Askatasuna, è grave e inaccettabile.
Uno sgombero legittimo di un immobile occupato illegalmente è stato usato come pretesto per scatenare violenze, incendi, lanci di bombe carta e aggressioni organizzate, fino a colpire un blindato della Polizia. Le immagini dell’agente aggredito parlano da sole: non siamo di fronte a manifestanti, ma a soggetti che agiscono come nemici dello Stato.
A farne le spese sono state le Forze dell’ordine, costrette a fronteggiare una vera guerriglia urbana, e alcuni giornalisti, aggrediti mentre svolgevano il loro lavoro. A loro va la mia piena solidarietà, insieme a quella ai cittadini danneggiati, che hanno pagato il prezzo di una violenza cieca e deliberata.
Questi non sono dissenso né protesta: sono aggressioni violente con l’obiettivo di colpire lo Stato e chi lo rappresenta. E per questo devono essere trattate per ciò che sono, senza sconti e senza giustificazioni.
Il Governo ha fatto la sua parte, rafforzando gli strumenti per contrastare l’impunità. Ora è fondamentale che anche la Magistratura faccia fino in fondo la propria, perché non si ripetano episodi di lassismo che in passato hanno annullato provvedimenti sacrosanti contro chi devasta le nostre città e aggredisce chi le difende.
Difendere la legalità non è una provocazione: è un dovere.
Lo Stato non arretra di fronte alla violenza di finti rivoluzionari abituati all’impunità e sta, senza ambiguità, dalla parte di chi indossa una divisa, di chi fa informazione e di chi rispetta le regole della convivenza civile".

 Oggi la premier Meloni è andata a trovare gli agenti ancora ricoverati all'ospedale..."Questa mattina sono stata all’ospedale Le Molinette di Torino per portare, a nome dell’Italia, la solidarietà a due degli agenti rimasti feriti negli scontri di ieri e, attraverso loro, a tutti i militari e gli appartenenti alle Forze dell’ordine coinvolti.
Alessandro ha 29 anni, Lorenzo ne ha 28. Contro di loro martelli, molotov, bombe carta ripiene di chiodi, pietre lanciate con le catapulte, oggetti contundenti di ogni genere e jammer per impedire alla polizia di comunicare. “Erano lì per farci fuori”, ha detto un agente.
Ora sarò chiara. Questi non sono manifestanti. Questi sono criminali organizzati. Quando si colpisce qualcuno a martellate, lo si fa sapendo che le conseguenze possono essere molto, molto gravi.
Non è una protesta, non sono scontri. Si chiama tentato omicidio.
Mi aspetto che la magistratura valuti questi episodi per quello che sono, senza esitazioni, applicando le norme che già ci sono e consentono di rispondere in modo fermo, perché non si ripeta che alla denuncia dei responsabili non segua nulla, come purtroppo è accaduto troppe volte.
Se i poliziotti avessero reagito agli aggressori sarebbero già iscritti nel registro degli indagati, e probabilmente ci sarebbe qualche misura cautelare a loro carico. Ma se non riusciamo a difendere chi ci difende, non esiste lo Stato di diritto.
Per quanto riguarda il Governo, ho convocato una riunione per domattina per parlare delle minacce all’ordine pubblico di questi giorni e per valutare le nuove norme del decreto sicurezza. Faremo quello che serve per ripristinare le regole in questa Nazione".


Ieri, a Torino, la partecipata manifestazione contro il governo e in difesa del centro sociale Askatasuna, sgomberato un mese fa, è sfociata in violenti scontri con la polizia, con decine di feriti e arresti. La protesta ha visto la partecipazione di migliaia di persone, tra cui studenti, sindacalisti e attivisti per i diritti sociali. Per esprimere solidarietà ad uno degli agenti aggrediti, secondo quanto riporta l'Ansa, il Capo dello Stato Sergio Mattarella ha poi  telefonato a Piantedosi.

Come sono iniziati gli scontri.

Una parte del corteo devia dal percorso previsto ed entra in corso Regina Margherita cercando di dirigersi verso l'area dove sorge l'edificio in cui aveva sede Askatasuna, prima che un mese fa fosse sgomberato.
La Polizia era schierata con cordone e in alcuni punti anche con idranti, proprio per vietare l'accesso a quell'edificio.
A quel punto, secondo le cronache, da parte di alcuni manifestanti partono bombe carta, petardi, pietre, oggetti e fumogeni, mentre la polizia risponde con lacrimogeni (e idranti).

Un epilogo scontato, ovviamente annunciato, e per certo auspicato dal governo e dalla sua maggioranza.

Poliziotti e manifestanti violenti, che ne fossero consapevoli o meno, sono stati usati da un governo in palese difficoltà che, sempre di più, ha bisogno di armi di distrazione di massa per far credere a degli idioti (termine più soft sarebbe ritenuto offensivo perché classificabile come appartenente alla cultura woke), che un'ulteriore repressione delle libertà costituzionali sia dovuta. 

Gli idioti, ovviamente, non si chiederanno che bisogno c'era di chiudere un centro sociale che non era fascista e non avranno neppure immaginato il fatto che i fascisti al governo non aspettavano altro che dei cretini (ammesso che lo siano, visto che non possiamo dimenticarci di quanto accadde a Genova nel 2001!) mettessero in atto le violenze per giustificare poi l'introduzione di nuove norme repressive. E pure chi gestisce sul territorio le forze di polizia non si è reso conto che gli stessi poliziotti sono parti e vittime di un ingranaggio voluto e auspicato da chi vuole instaurare in Italia un regime, sopprimendo - passo dopo passo - tutte le libertà costituzionali?

Un piccolo promemoria per capire quanto a fascisti del calibro di Meloni e Salvini (l'etichetta di conservatori è un insulto all'intelligenza) interessi la non violenza... Ricordate il 23 febbraio 2024? No? E allora diamo un aiutino agli smemorati. Degli studenti adolescenti vennero aggrediti e brutalmente manganellati dalla polizia mentre manifestavano pacificamente contro il genocidio in atto a Gaza.

Che cosa dissero al tempo i due "profeti" dell'ordine? Questo...

Meloni
Subito dopo i fatti del 23 febbraio, nessun commento del governo. La prima giornata di polemiche esplode a seguito dei video circolati online.
Dopo un paio di giorni, Meloni sostiene che "bisogna raccontare come sono andate le cose", che il governo "non può passare come repressivo" e che non ci si deve far "sopraffare da una narrazione falsa", aggiungendo che se qualcuno ha sbagliato va individuato e sanzionato, ma "non c’è da chiedere scusa" e "non si può passare dalla parte del torto". Queste frasi sono riportate da Avvenire e riprese anche da La Stampa nelle cronache di quelle ore.
Poi, in una intervista del 28 febbraio a Sky TG24, Meloni sostiene che è "pericoloso far mancare il sostegno delle istituzioni alla polizia".
Quindi, se la lingua italiana ha ancora un senso, per Meloni la polizia può menare a piacimento, e in quel caso non ci sono né problemi, né reati.

Sulla stessa linea anche Salvini
"Giù le mani dalle forze dell’ordine" dichiarava il 25 febbraio, sostenendo che è "inaccettabile" trascinare poliziotti e carabinieri "nella contesa politica" (TGCom24). In un video pubblicato su YouTube da il Fatto Quotidiano, Salvini definisce gli studenti malmenati dei "cretini pro-Hamas". 

Anche Sergio Mattarella intervenne pubblicamente su quell'episodio tramite una nota diffusa dal Quirinale dopo una telefonata al ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, in cui ricordò che "l'autorevolezza delle forze dell'ordine non si misura sui manganelli…" e "con i ragazzi i manganelli esprimono un fallimento".


I poliziotti Alessandro e Lorenzo (nella foto) sono stati usati da Meloni per la sua propaganda e non hanno ricevuto neppure un euro per lo spot meloniano... e c'è da immaginare anche che non si siano neppure resi conto di esser diventati degli attori, loro malgrado.

Naturalmente, la propaganda fascista utilizzerà i fatti di Torino per oscurare le disfatte del momento collezionate dal governo, a partire dalla frana di Niscemi (disastro annunciato di cui la regione Sicilia, governata dalla destra, non si è mai occupato) fino alla vergognosa sudditanza meloniana nei confronti dell'America di Trump... tralasciando le questioni economiche. E quel che è peggio è che le opposizioni, che dovrebbero essere le prime a denunciare quanto sta accadendo, si guarderanno bene dal farlo. Anzi, continueranno a dire che Meloni e camerati non sono fascisti.