Cultura e Spettacolo

Le api: piccoli esseri, grandi simboli della storia e della mitologia – Tanogabo.it

Pochi animali hanno suscitato nell’uomo tanta ammirazione quanto l’ape. Laboriosa, organizzata e apparentemente misteriosa, essa è stata per millenni simbolo di purezza, regalità, sapienza e ordine cosmico.

Dall’antico Egitto alla Grecia, dall’India al Cristianesimo, questo piccolo insetto ha occupato un posto privilegiato nell’immaginario religioso e mitologico di numerose civiltà. Fin dall’antichità l’ape è stata associata alla sovranità. Numerose dinastie e famiglie nobiliari la inserirono nei propri stemmi come emblema di operosità, disciplina e prosperità.

La sua organizzazione sociale, apparentemente perfetta, colpì profondamente gli antichi popoli, che la considerarono una creatura nobile e quasi divina. In molte tradizioni religiose l’ape rappresentava il legame tra il mondo terreno e quello celeste, incarnando l’armonia della natura e l’ordine dell’universo.

Per gli Egizi l’ape possedeva una forte valenza solare. Secondo una celebre tradizione mitologica, le api nacquero dalle lacrime del dio sole Ra. Quando le sue lacrime toccarono la terra, si trasformarono in questi piccoli insetti che iniziarono a produrre miele e cera per il beneficio degli uomini.

Anche il tempio della dea Neith, nella città di Sais, era conosciuto come la “Casa dell’Ape“, a testimonianza dell’importanza simbolica attribuita a questo animale.

Nella tradizione ellenica l’ape occupava un ruolo altrettanto prestigioso.

Secondo alcuni miti, Zeus fu nutrito durante l’infanzia dalle api di Creta mentre veniva nascosto dal padre Crono. Per riconoscenza, il sovrano degli dèi avrebbe donato loro il colore dorato che ancora oggi le caratterizza.
L’ape era inoltre sacra ad Artemide e veniva associata a Demetra, dea della fertilità e dell’agricoltura, nonché alle corrispondenti divinità romane Cerere e Opi. Simbolo di fecondità e abbondanza, accompagnava i cicli della natura e della vita. Porfido, filosofo neoplatonista dell’antica Grecia – [Wikipedia, pubblico dominio].

Anche la letteratura greca e latina attribuì alle api un significato profondo. Virgilio, nelle Georgiche, scrive che esse possiedono una “parte della mente divina e il respiro dell’etere“, riconoscendo loro una natura quasi spirituale.
Per molti filosofi dell’antichità le api erano strettamente collegate al mondo dell’anima.
Il filosofo neoplatonico Porfirio racconta che gli antichi chiamavano melissai le anime destinate a nascere sulla Terra e a vivere secondo giustizia prima di ritornare alla loro origine divina.

Anche Euripide, nell’Ippolito, descrive un prato sacro e incontaminato accessibile soltanto alle api, simbolo di purezza assoluta.
Da queste tradizioni nacque l’idea dell’ape come creatura casta e virtuosa. Gli antichi credevano addirittura che le api non si riproducessero attraverso l’accoppiamento, considerandole perciò simboli di verginità e perfezione morale. Non a caso le donne ateniesi che partecipavano alle Tesmoforie, le feste dedicate a Demetra, erano chiamate anch’esse melissai e osservavano periodi di digiuno e continenza rituale.

Anche il Cristianesimo accolse il simbolismo positivo dell’ape. Una tradizione racconta che alla nascita di San Giovanni Crisostomo uno sciame di api si posò attorno alla sua bocca. L’episodio venne interpretato come un segno della futura dolcezza e sapienza della sua predicazione.

L’ape divenne così simbolo della parola divina, della laboriosità cristiana e della purezza spirituale.

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Autore Gaetano
Categoria Cultura e Spettacolo
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