In tempi di par condicio...
Senigallia. L'ass. Cinzia Petetta (FdI) ha deciso di festeggiare la giornata internazionale dell'uomo- L'iniziativa è presentata con un manifesto che elenca tutti i problemi maschili odierni corredato dalla foto di un tizio disperato.
Una cultura fino ad oggi più favorevole agli uomini, maggiormente stimati ed apprezzati delle donne, considerati predisposti al comando e via discorrendo, ha da secoli dipinto il maschio della specie come essere forte, razionale, energico, anche un po' fisicamente invulnerabile, magari.
Gli uomini di oggi saranno contenti di sentirsi pubblicamente descritti come oggetto di ingiustizie, vittime vulnerabili, passive, nello stesso modo in cui è stata definita per secoli la maggior parte delle donne ed ancora vengono definite molte di loro?
Alcuni abusi ai danni dell'uomo, elencati nel manifesto, non sono una novità ed hanno tutti un'origine storico-sociale ben precisa, altri fanno nascere perplessità sulla loro attendibilità.
I suicidi maschili sono in maggioranza probabilmente perché un uomo si sente meno responsabilizzato nei confronti delle persone che lascia: figli, genitori, compagna ecc., quindi decide più facilmente di abbandonarli.
L'85% dei senzatetto sono uomini perché risultano, ancora oggi, meno protetti delle donne, più difficilmente abbandonate al loro destino e, forse, più propense ad abbandonare l'orgoglio per farsi aiutare. Comunque, nei “meravigliosi” USA, le strade sono piene di senzatetto donne.
Le vittime di omicidio sono più frequentemente di sesso maschile, dato che gli uomini, soprattutto in certi ambienti (ed in certe etnie) vengono più facilmente coinvolti in risse, episodi di violenza, litigi che finiscono in tragedia, scontri fra microcriminali. Idem dicasi per i crimini violenti.
Resto un po' perplessa di fronte al dato che il 40% degli uomini risulti vittima di violenza domestica ma forse si parla di minori e, comunque, in tutto l'arco della mia vita ho visto molti più mariti che picchiavano le mogli che viceversa. Nel vecchio codice penale c'erano addirittura articoli che consentivano al capofamiglia di picchiare impunemente moglie e figli.
Anche le morti sul lavoro riguardano maggiormente gli uomini perché sono quasi esclusivamente maschili le professioni che comportano rischi fisici: operai metalmeccanici, gruisti, muratori, trattoristi, ecc.
Per finire, che i tribunali italiani, garantisti con tutti, siano più severi nei confronti dei colpevoli maschi non mi pare proprio, anzi...
Ma perché, invece di festeggiare le criticità specifiche di maschi e femmine, in gran parte dovute al loro ruolo sociale, non cominciamo a festeggiare le persone intelligenti, aperte, contrarie sia a sopravvalutarsi che a sottovalutarsi, capaci di trovarsi un'identità personale lontana da modelli imposti e indipendente da cosa si portano tra le gambe.